Niente plastica, fumo o cani: i Comuni siciliani si adeguano per un'estate "green"

Niente plastica, fumo o cani: i Comuni siciliani si adeguano per un’estate “green”

Niente plastica, fumo o cani: i Comuni siciliani si adeguano per un’estate “green”

PALERMO – La stagione estiva è ormai alle porte e, meteo permettendo, i siciliani non aspettano altro per approfittare del sole e delle giornate afose per rilassarsi sulle spiagge della nostra isola.


In previsione delle folle di vacanzieri che prenderanno d’assalto le località balneari nostrane, diversi Comuni siciliani hanno già emanato delle ordinanze per apporre regole, divieti e limitazioni per contrastare l’inquinamento e regolare l’accesso alle zone costiere.


In particolare, le amministrazioni locali hanno compreso la necessità di una svolta “green” che prevede, a monte, l’eliminazione della plastica monouso non solo dalle spiagge, ma anche nell’intero territorio comunale di competenza. Un provvedimento che anticipa la direttiva approvata dal Consiglio dell’Unione Europea che bandisce dal 2021 l’uso di prodotti realizzati con il materiale inquinante.

Il Comune di Palermo, tramite un accordo stipulato con i lidi balneari di Addaura, Mondello e Sferracavallo, ha vietato la vendita e l’utilizzo di stoviglie in plastica. Sono al momento esonerate dal divieto le bottigliette di plastica, destinate a non essere tollerate a partire dalla prossima stagione balneare. A San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani, la plastica non è più ammessa già a partire dal 1° maggio.

A Taormina, nel Messinese, non è possibile utilizzare stoviglie il plastica dal 1° giugno. A Marina di Ragusa, invece, sono i cani a essere considerati “nemici” della locale spiaggia premiata con la Bandiera Blu. Nella località marittima non sarà concesso l’ingresso dei quadrupedi nemmeno se muniti di museruola o guinzaglio. Una norma che ha già fatto discutere all’ombra dei monti Iblei.

A Lampedusa e Linosa, invece, l’amministrazione comunale ha vietato il consumo di sigarette in spiaggia per tutelare la salute pubblica. Stessa storia a Capaci, nel Palermitano. Per i trasgressori si prevedono pesanti sanzioni.

Immagine di repertorio