In 113 sbarcano a Pozzallo: scafista incastrato da una foto, guadagno pari a 80 mila euro

In 113 sbarcano a Pozzallo: scafista incastrato da una foto, guadagno pari a 80 mila euro

RAGUSA – Lo scorso 22 giugno all’una circa circa, la nave cargo danese “Alexander Maersk”  ha salvato 113 persone di varie nazionalità (in prevalenza sudanesi) che erano a bordo di un piccolo scafo.

Il salvataggio era stato disposto dall’Italian Maritime Rescue Coordination Centre (IMRCC) di Roma chiamato da un’utenza satellitare Thuraya e confermata da un avvistamento da parte di un aereo della Marina Militare. La Alexander Maersk, dopo aver effettuato il soccorso e recupero, ha fatto rotta verso nord chiedendo all’IMRCC italiano l’assegnazione di un Pos.

L’IMRCC di Roma ha quindi assegnato come porto di approdo quello di Pozzallo, dove la motonave è giunta alle 23,30 circa del 25 giugno. I migranti sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.

I migranti sono stati ascoltati dalla polizia già nelle prime fasi dello sbarco, nella notte tra il 25 e 26 giugno, ma erano troppo stanchi per continuare. Pertanto ieri gli investigatori hanno ripreso le attività di verbalizzazione delle dichiarazioni dei testimoni. In questa occasione i migranti sono stati molto collaborativi: alcuni sudanesi hanno riferito di aver pagato 700 euro cadauno per imbarcarsi dalla Libia all’Italia.

Dalle dichiarazioni è emerso che lo scafista si era accordato con i libici per condurre il natante in Italia. Inoltre, mentre i migranti salivano a bordo, lo scafista dialogava con dei libici che, dopo la partenza, restavano in spiaggia mentre loro prendevano il largo. È stato sempre lo scafista a chiamare i soccorsi una volta allontanatosi dalle coste libiche mediante un telefono satellitare, tanto che dopo poco sono stati raggiunti da un velivolo e poi dalla nave mercantile che li ha soccorsi.

Gli uomini della polizia di Stato – Servizio Centrale Operativo e Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota della sezione operativa navale della guardia di Finanza e dei carabinieri di Pozzallo, hanno poi sottoposto a fermo Abdallah Adam El Tayeb29enne sudanese, lo scafista responsabile di aver condotto la piccola imbarcazione in legno e del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Oltre alle testimonianze dei migranti, gli investigatori hanno utilizzato una foto scattata durante la navigazione che ritraeva lo scafista con il timone in una mano ed il navigatore nell’altra. Il responsabile concorreva con altri scafisti presenti in Libia a determinare l’ingresso clandestino nel territorio italiano di cittadini extracomunitari, al fine di trarne profitto.

Il delitto è aggravato dal fatto di: aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità e che sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante. Al termine dell’attività di polizia giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, gli investigatori hanno portato lo scafista (dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della polizia scientifica) nel carcere di Ragusa a disposizione dell’autorità giudiziaria.

https://youtu.be/xz4k7sc6JoA