L’incidente sul lavoro e la morte di Giovanni Biondo. Il dolore della mamma: “Ho perso mio figlio per 10 euro”

L’incidente sul lavoro e la morte di Giovanni Biondo. Il dolore della mamma: “Ho perso mio figlio per 10 euro”

CUSTONACI – Giovanni Biondo è morto a 21 anni il 7 gennaio scorso per portare qualche soldo a casa dove viveva con la madre, il padre, il fratello di 24 anni e la sorella di 16 anni a Custonaci (provincia di Trapani). Il ragazzo stava potando un pino quando un grosso ramo che aveva appena segato gli è caduto addosso schiacciandolo contro il tronco.

Quella mattina mio figlio è uscito di casa per potare un albero e prendersi la legna che vendeva 10 euro al quintale. Posso dire che mio figlio è morto per 10 euro, perché la quantità di legna tagliata era un quintale”, dice la madre della vittima, Cristina.

Dopo la tragedia – spiega – il Comune ha offerto il loculo per il mio ragazzo e mi ha inserito in una borsa lavoro: ho provato a lavorare ma non ce la faccio per ora il dolore è troppo forte. Il reddito di cittadinanza? Pochissimi soldi che ci impediscono di lavorare anche in nero per avere qualche euro in più”.



La donna fa un appello perché suo marito e suo figlio abbiano un lavoro ma soprattutto chiede alle istituzioni di intervenire perché i giovani non muoiano lavorando per 10 euro al giorno.

Tutto è cosi assurdo, non mi sembra vero, quel piccolo uomo, con tanti sogni da realizzare non c’è più – dice -. Tutto questo per colpa di un sistema sbagliato. Davanti al corpo di Giovanni ho subito pensato: ora come faccio a dirlo alla ragazza di mio figlio, loro avevano tanti sogni da realizzare, una casa, una famiglia. Sono bastati 10 minuti per buttare tutto al vento”.

“Un lavoro senza sicurezza – aggiunge – solo perché la Sicilia non dà niente, questa terra che sta facendo fuggire troppi giovani. Mio figlio amava troppo restare qua. Oltre a perdere un figlio, tutti noi abbiamo perso un ragazzo che amava la vita e amava aiutare gli altri. La mia più grande preoccupazione ora, è che a casa ho un altro figlio e anche un marito disoccupati. La mattina quando apriamo gli occhi per noi è un incubo perché dobbiamo sopravvivere con un dolore troppo grande”.