PALERMO – Le organizzazioni sindacali (Fit Cisl Uil trasporti Faisa/Cisal Fast Confsal) si esprimono sul sistema di rimborsi gonfiati in Ast Sistemi Srl: “Si prosegua l’azione intrapresa dall’attuale governance di Ast sistemi della trasparenza e legalità, nell’interesse di aziende e lavoratori“.
“Apprendiamo da notizie di stampa la triste vicenda relativa ai vertici della società Ast Sistemi srl, azienda controllata da Ast SpA, che ha messo in luce comportamenti a dir poco imbarazzanti e perpetuati nel tempo. Contestualmente va riconosciuta l’attenzione posta in essere sui temi della trasparenza e della legalità dall’attuale governance di Ast SpA, con in testa il presidente Tafuri, che auspichiamo prosegua nella direzione intrapresa e condivisa con le parti sociali e non si traduca in problematiche occupazionali per i lavoratori“.
La vicenda riguarda un’ex liquidatore della società Ast Sistemi, al quale sono stati sequestrati dei beni per un totale di 87mila euro, accusato di peculato. Avrebbe lavorato per l’azienda dal 2014 al 2018.
L’uomo si sarebbe appropriato di migliaia di euro, grazie a una serie di rimborsi a vario titolo. Un sistema di bugie, messo in piedi dall’accusato stesso, ben strutturato. Inoltre, avrebbe anche prelevato del denaro dal “fondo cassa liquidatore”, in parte restituiti dopo le sue dimissioni.
Il presidente di Ast, Gaetano Tafuri, dichiara a NewSicilia.it: “Tutto ha preso piede da un esposto presentato dopo che erano state rilevate delle anomalie. Considerando l’entità degli importi, viene da chiedersi come mai nessuno se ne fosse accorto prima. Dal punto di vista istituzionale abbiamo agito nel massimo della correttezza e della trasparenza“.
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