CATANIA – È un “No” secco, quello dei residenti e dei commercianti del quartiere Borgo-Sanzio di Catania, riguardo la decisione da parte dell’amministrazione del comune etneo, di introdurre lungo viale Vittorio Veneto, non solo il doppio senso di marcia, ma anche una corsia centrale, destinata esclusivamente agli autobus dell’Azienda Metropolitana Territoriale (AMT).
“Che senso ha creare più caos, alimentare la cappa di smog sulla città e sprecare denaro?”, dichiarano durante un sopralluogo del Comitato Cittadino Vulcania i diretti interessati.
Più traffico, più inquinamento, decine di posti auto in meno per i parcheggi con conseguente danno per i commercianti: queste e tante altre le ragioni di chi vive ogni giorno in quella nota via di Catania. “Anche questa volta i ciclisti non sono stati considerati, troveremo nuovi stalli auto che rallenteranno la circolazione e metteranno ulteriormente a rischio i ciclisti – spiegano i residenti al Comitato – i quali si troveranno da un lato tanti automobilisti che apriranno gli sportelli all’improvviso, e dall’altro quelli che li supereranno non rispettando la distanza di sicurezza”.

Sulla questione è intervenuta anche Angela Cerri, presidente del Comitato Cittadino Vulcania: “I risultati di tale progetto sono abbastanza evidenti, con corsie ristrette, parcheggi inesistenti e traffico aumentato. È un piano che non tiene in considerazione le esigenze operative del piccolo commercio, fatto, nella maggior parte delle strade, da esercizi diretti ad un acquisto istintivo, veloce e che pertanto è collegato in modo indissolubile sia ai flussi veicolari quanto, soprattutto, alla possibilità di parcheggiare, facoltà che viene tolta comportando l’inevitabile chiusura dei negozi”.

E ancora: “La città si desertifica commercialmente per tante ragioni ma, se ci mettiamo anche un piano della viabilità insostenibile, è la fine. Troppi i posti auto persi, secondo i commercianti, e troppo poche le alternative reali, in particolare per via della dimensione delle sedi stradali in cui si sta realizzando il Brt, che non hanno le dimensioni idonee per poter riservare una corsia protetta per i bus e, al contempo, garantire una circolazione fluida”.
“L’amministrazione – conclude Cerri – se non vuole ascoltare la nostra protesta, deve convincersi che non ci arrenderemo, continueremo a combattere contro questo progetto sbagliato, dannoso e inutile“.




