CATANIA – Nel pomeriggio dello scorso 24 marzo, gli agenti delle volanti hanno arrestato Francesco Volpe, 46 anni, per il reato di furto aggravato in concorso e resistenza a pubblico ufficiale.
I poliziotti sono intervenuti in viale Castagnola, dove erano state segnalate due valigie che erano state abbandonate poco prima da alcune persone che viaggiavano a bordo di un’autovettura di colore scuro.
In effetti, sul posto, gli agenti hanno notato quella che poi si è rivelata essere la refurtiva e, sentiti alcuni testimoni, hanno appreso che le due valigie erano state lasciate in quel luogo da tre persone, che viaggiavano a bordo di un Suv scuro, che si erano allontanate dopo aver rovistato velocemente al loro interno.
Poco dopo, l’attenzione degli operatori è stata attirata dal sopraggiungere di un grosso fuoristrada scuro, il cui conducente, alla vista della volante, ha velocemente tentato di dileguarsi, imboccando viale Castagnola in direzione dell’aeroporto etneo.
È iniziato, così, un inseguimento, durante il quale il conducente del veicolo, notando di essere tallonato dalla volante, ha interrotto bruscamente la marcia, per poi riprenderla in retromarcia, urtando uno spartitraffico.
A quel punto, l’auto non è stata più in grado di muoversi, costringendo così i malfattori a scappare a piedi, immettendosi in un’area di folta vegetazione, tra viale Sisinna e via Zia Lisa.
Nonostante la zona fosse notevolmente impervia, i due poliziotti hanno continuato l’inseguimento a piedi, riuscendo a individuarne e a bloccarne uno, successivamente identificato come Francesco Volpe.
All’interno del Suv sono state ritrovate numerose valigie e oggetti idonei allo scasso.
Nel contempo, altri equipaggi hanno rintracciato in viale Kennedy dei turisti di nazionalità americana i quali, poco prima, avevano subìto il furto dei propri bagagli, custoditi all’interno delle auto.
L’arrestato, pregiudicato e in atto sottoposto all’obbligo di dimora, è stato, quindi, arrestato per furto aggravato in concorso e resistenza a pubblico ufficiale e, su disposizione del pubblico ministero di turno, posto agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.




