No all’eccesso di tecnologia, più qualche utile consiglio per disintossicarsi

No all’eccesso di tecnologia, più qualche utile consiglio per disintossicarsi

Secondo Accenture, la società di consulenza aziendale più grande al mondo, l’uomo vuole decidere quando e come usare la tecnologia. Capita sempre più spesso, infatti, che si decida di silenziare le notifiche di alcune applicazioni e di aprirle solo all’occorrenza. Nel report Fjord Trends 2019 si ritiene, a proposito, che «la tecnologia ruba tempo e attenzione al consumatore». Sarebbe arrivato, dunque, il momento di fermarsi a ragionare per ripensare prodotti (non scordiamoci che secondo Marshall McLuhan «il medium è il messaggio»), servizi e modalità d’uso. Innanzitutto, occorre creare nuove funzioni di monitoraggio del tempo di utilizzo dello smartphone (in questo Apple e Google sono delle avanguardiste), poi serve mettere un freno alla cultura dell’usa e getta. L’eccessivo consumismo, oltre a danneggiare l’ambiente, danneggia il consumatore e lo fa vivere all’interno di un loop di prodotti sempre nuovi, sempre scontati, sempre “aggiornati”, ma che di aggiornato, in realtà, hanno ben poco. È stato dimostrato da Manfred Spitzer, autore dei libri Solitudine digitale e Demenza digitale, che stare “always online” è causa di stress e malattie neurodegenerative quali depressione e disturbi ossessivo compulsivi.

Al ristorante Casa Coppelle di Roma, ad esempio, i camerieri invitano i clienti a depositare i cellulari all’ingresso e a godersi la cena. Iniziative come il Center for Humane Technology, fondato da Tristan Harris nella Silicon Vallery, ci ricordano, invece, come le aziende tecnologiche abbiano oggi la grande colpa di manipolare le persone tramite il marketing, una colpa figlia del capitalismo e che porta con sé effetti deleteri per l’essere umano, costretto a trascorre diverse ore al giorno sui social media. Catherine Price, nel suo libro Come disintossicarti dal tuo cellulare, dà alcuni utili consigli per allontanarsi, gradualmente, dal proprio telefono:

  • nel caso in cui si decida veramente di staccare la spina avvisare amici, colleghi e famigliari;
  • non annoiarsi durante il periodo di pausa, ma al contrario organizzarlo al meglio per svolgere delle attività piacevoli che di solito non si ha il tempo di fare;
  • stare più a contatto con la natura, andare in un parco, compiere una gita al mare o in montagna;
  • preparare una risposta automatica alle email per evitare una valanga di notifiche al rientro;
  • aggiornare lo stato dei social per avvisare della propria assenza.

Per chi, invece, vuole una disintossicazione più “soft” i consigli sono i seguenti:

  • spegnere il cellulare di notte o impostare la modalità “non disturbare”;
  • non utilizzare il cellulare durante i pasti;
  • lasciare il cellulare in un luogo sicuro durante gli allenamenti in palestra;
  • passeggiare senza dover per forza portare con sé un dispositivo hi-tech, come uno smartphone o uno smartwatch.

Ovviamente si tratta di consigli. Accusare continuamente le grandi aziende di essere la causa del nostro stress non risolleverà il morale di nessuno. Serve ricordarsi che è il consumatore ad avere il potere dei suoi dispositivi. Smettere di farsi controllare la vita dalla tecnologia è possibile.