CATANIA – Il Capodanno è alle porte e tutti sappiamo che è una delle feste più attese dell’anno. Si fanno party con amici e si aspetta la mezzanotte bevendo e mangiando. Quest’anno, però, non sarà un Capodanno gioioso per tutti: infatti, il terremoto del 26 dicembre scorso ha sconvolto la vita di oltre 700 sfollati che, in soli 6 secondi, hanno perso la propria casa.
Anche Rosaria R., 83enne di Pennisi (frazione di Acireale, in provincia di Catania) ha perso la sua casa, diventata inagibile da quella terribile notte: “Sono stata tranquilla dopo la scossa – ha detto – nonostante abbia avuto una certa paura. E quando mia figlia mi è venuta a prendere di notte ho cercato di mantenere la calma. Poi, però, quando mi è stato detto che casa mia è inagibile non ho resistito. Il momento peggiore è stato quando i miei familiari hanno portato i mobili via per potermi creare una stanza a casa di mia figlia. Adesso aspettiamo nuove notizie, ma non sarà un Capodanno come gli altri“.
Anche Fabrizio, 30enne in questo momento sfollato, ci ha voluto raccontare la sua esperienza: “Mi sono svegliato e ho visto la casa ‘girarmi attorno’. Poi un rumore tremendo e assordante ha accompagnato la scossa. Mi è caduto l’armadio addosso, così come la libreria e le varie credenze presenti in casa, ma non mi aspettavo potesse crollare anche il muro interno della mia stanza. Non so cosa dovrei festeggiare, mi rimane solo la speranza che il 2019 possa veramente essere un anno di rinascita”.
Intanto, le forze dell’ordine stanno presiedendo i vari comuni colpiti per evitare che gli sciacalli entrino negli immobili. Nonostante ciò, una donna, che chiameremo Maria per mantenere il suo anonimato, ci ha detto: “Subito dopo la scossa siamo rimasti in macchina davanti casa. Non mi fido a lasciarla incustodita, dentro c’è tutto: i miei ricordi e le fatiche di una vita“.
La Croce Rossa Italiana, invece, sta garantendo numerosi servizi che vanno dal sociale al sanitario, fino alle emergenze. Proprio sull’argomento una giovane sfollata, A. F., ai nostri microfoni ha voluto ringraziare i volontari della CRI per il loro duro lavoro che, in questi giorni, sta portando serenità e aiuto a chi ha perso tutto. Come precisa la stessa ragazza, la CRI si è recata nei luoghi del disastro sin dai primi istanti. I piccoli sfollati, invece, giorno per giorno vengono seguiti da personale specializzato.
Andrea Andò
Serena Surdo




