Legge sull’abolizione della prescrizione, l’Associazione Forense “Avvocatura e Futuro” non ci sta

Legge sull’abolizione della prescrizione, l’Associazione Forense “Avvocatura e Futuro” non ci sta

CATANIA – Sono stati argomentati e motivati da tutti i relatori, gli effetti devastanti e catastrofici della Legge sull’abolizione della prescrizione, durante il convengo organizzato dall’Associazione Forense “Avvocatura e Futuro”, dal titolo “Requiem per il processo penale: il blocco della prescrizione”, tenutosi lo scorso 18 dicembre nella sala adunanze del Palazzo di Giustizia di Catania.

Ad esprimersi sono stati l’avvocato Rita Pandolfino, che ha focalizzato l’attenzione sugli aspetti problematici del contenuto di detta riforma definendola, peraltro, un “salto di qualità non in senso positivo, ma diverso rispetto al passato”, che fa venire meno la certezza della pena; l’avvocato Salvatore Cavallaro, che approfondendo il tema, ha sottolineato come l’emendamento in parola, violando le fondamentali garanzie costituzionali, ha rivoluzionato il processo penale, incidendo negativamente non solo nei confronti degli avvocati, tutti, ma soprattutto nei confronti del singolo cittadino: “Allungare la prescrizione non risolve il problema dei furbetti, ma fa del male al nostro sistema ordinamentale. Dobbiamo garantire al nostro assistito di avere una sentenza, sia essa condannatoria, sia essa assolutoria, ma che l’abbia in tempi che sia commisurata alla commissione del fatto”.

Dal canto suo, l’avvocato Grazia Coco, ha analiticamente messo in luce gli effetti aberranti della Legge che entrerà in vigore l’1/01/2020, peraltro, evidenziando come “a differenza di quanto voglia far apparire il Ministro di Giustizia e tutti coloro che hanno avuto il coraggio di votare questo emendamento, si allungheranno di molto e ancor di più i tempi della Giustizia a discapito del cittadino che se persona danneggiata dal reato non potrà mai più essere risarcito del danno subito”.

Il Professor avvocato Enzo Vitale, approcciandosi con grande acume ai temi filosofici del tempo e di cosa ci renda esseri umani, ha criticato aspramente la riforma della prescrizione così come intesa dall’attuale Governo, rilevando come questa ponga in essere “un processo di reificazione della persona” e di quel momento umano qual è il processo.





L’avvocato Letizia Galati, segretario della Camera Penale di Catania, ha tra l’altro esposto come l’Unione delle Camere Penali abbia reagito al disegno di Legge, illustrando la lettera indirizzata al Guardasigilli, sottoscritta da centodieci docenti universitari italiani di Diritto Penale, di Processuale Penale e di Diritto Costituzionale, ove i medesimi lo hanno invitato a considerare i profili di illegittimità costituzionale sottesi alla disposizione del d.d.l. S955.

Durante il convegno, moderato dall’avvocato Giuseppe Lipera, Presidente dell’Associazione Forense “Avvocatura e Futuro”, si è auspicato che forme di protesta, ben più incisive della mera astensione dalle udienze, vengano adottate ad oltranza da tutta l’avvocatura riunita. Non solo i Penalisti, ma anche i Tributaristi, gli Amministrativisti e sinanco i Civilisti dovrebbero puntare il dito verso detta Legge, perché tutte le volte in cui sussiste una pregiudiziale penale il procedimento civile non potrà mai iniziare.

Si è, dunque, anche sperato nell’intervento di tutti i Consigli dell’Ordine e del Consiglio Nazionale Forense che, ad oggi, continua a tacere.

“Dobbiamo invitare innanzitutto il Presidente della Repubblica, Onorevole Sergio Mattarella, a non promulgare questa Legge – ha dichiarato l’avvocato Lipera -. Al contrario di quello che vogliono contrabbandare i grillini, questa Legge, assolutamente e totalmente incostituzionale perché lesiva del sacrosanto e inviolabile principio della ragionevole durata del processo, danneggerà principalmente le persone offese dal reato”.