RIBERA – Quando hanno scoperto il “bottino” di razzie che i cinque giovani romeni nascondevano a casa, i carabinieri di Ribera, in provincia di Agrigenteo, hanno subito pensato ai vari furti avvenuti negli ultimi tempi in danno di alcuni istituti scolastici del centro crispino.
Nel territorio riberese, infatti, si erano verificati dei furti all’interno delle scuole, tra cui negli istituti “Navarro” e “Don Bosco”, in cui gli oggetti rubati erano per lo più strumenti audio e musicali, pc notebook e attrezzature varie. Nel corso di un massiccio dispositivo di controllo del territorio, disposto nelle ultime ore dal comando provinciale dei carabinieri di Agrigento, i militari di Ribera hanno intensificato i posti di blocco in vari angoli del centro crispino. Durante uno di questi controlli, è stato fermato un giovane romeno, 30enne, beccato in possesso di un pc-notebook nascosto all’interno della sua auto.
Nel corso della successiva perquisizione, in un sottoscala ispezionato dai militari, è saltato fuori un consistente quantitativo di oggetti, in particolare personal computers e attrezzatura elettrica varia, subito sequestrati e in gran parte già riconosciuti dal personale addetto agli istituti scolastici che avevano subito i furti.
Il valore della refurtiva recuperata ammonta complessivamente a circa 10mila euro. Al termine degli accertamenti, per i cinque cittadini romeni, quattro uomini e una donna, è subito scattata una denuncia all’autorità giudiziaria, con l’accusa di ricettazione.





