Rischio idrogeologico a Catania, Sofia: “Intervenire per garantire la pubblica incolumità”

Rischio idrogeologico a Catania, Sofia: “Intervenire per garantire la pubblica incolumità”

CATANIA – Piogge incessanti, condutture che non reggono alla pressione e dai tombini si sprigiona un getto d’acqua degno delle migliori fontane di Catania. Ecco quello che succede nel capoluogo etneo tutte le volte che piove“.

È questo lo scenario descritto da Carmelo Sofia, componente del comitato spontaneo “Terranostra”, che aggiunge: “Che ci siano bombe d’acqua o meno, gli impianti sotterranei ormai risultano essere inadatti per una città che raccoglie anche le acque piovane provenienti dai paesi dell’ hinterland. Via Etnea, viale Mario Rapisardi, via Plebiscito e decine di altre arterie si trasformano in fiumi in piena, non è più una novità. Stessa cosa per le piazze che diventano laghi e interi quartieri che finiscono letteralmente sommersi. Problemi che poi si ripercuotono sulla sicurezza pubblica e sulla viabilità“.

Basta un temporale, quando la gente esce di casa per andare a lavorare oppure per accompagnare i figli a scuola, che scatta sistematicamente il caos. Durante i sopralluoghi effettuati con abitanti e commercianti delle zone interessate, soprattutto sul viale Rapisardi e sulla circonvallazione – prosegue Sofia –, ho potuto riscontrare come, nonostante gli ultimi interventi del sindaco Pogliese, decine e decine di caditoie siano ancora otturate dai detriti oppure restino ricoperte da colate di catrame dei vecchi cantieri“.

Per queste ragioni, insieme con il presidente del comitato ‘Terranostra’ Nico Sofia, chiediamo al primo cittadino e all’assessore ai Lavori Pubblici di attivarsi ora, per quanto possibile, con un piano di interventi tampone per ridurre al minimo la piaga delle strade allagate. Il dissesto rappresenta un grosso problema per consentire all’amministrazione di attivare tutte quelle opere necessarie a rendere la città più vivibile e sicura. Questioni che però passano in secondo piano se confrontare con il nodo legato alla pubblica incolumità. Non capire questo vorrebbe dire commettere un grosso errore difronte ai catanesi che già dovranno affrontare gli inevitabili tagli ai servizi basilari per il capoluogo etneo“, conclude il comitato.