CATANIA – L’operazione Aquilia, condotta dai carabinieri di Catania, con la collaborazione dele forze di polizia di Acireale e Aci Catena, ha colpito duramente il clan Santapaola-Ercolano e ha permesso l’arresto di 18 persone, compreso l’ex deputato regionale Pippo Nicotra, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, tentata estorsione aggravata e scambio elettorale politico mafioso.
I reati contestati agli arrestati, 15 dei quali appartenenti alla famiglia Santapaola-Ercolano, sono numerosi e vanno dall’associazione per delinquere di tipo mafioso, alle estorsioni con l’aggravante del “metodo mafioso”, allo scambio elettorale politico mafioso fino ai reati di spaccio e detenzione illegale di armi.
L’operazione ha permesso di svelare numerosi episodi di estorsione verificatisi principalmente nei territori di Acireale e Aci Catena, dove il potere dei clan mafiosi locali sembra essere fortemente radicato.
Il procuratore capo Carmelo Zuccaro ha dichiarato: “La presenza delle associazioni mafiose nelle realtà provinciale è più radicata e capillare che in città”. Questo ha complicato le indagini, che però hanno visto il prezioso contributo di vittime e del collaboratore di giustizia Gaetano Mario Vinciguerra, già reggente “pro-tempore” del gruppo di Aci Catena, che ha fornito agli inquirenti numerose informazioni sulle attività commerciali locali costrette a pagare il pizzo agli esponenti dei clan mafiosi locali per continuare a esercitare.
Il colonnello Sica, presente alla conferenza tenutasi questa mattina nella sala stampa della procura della Repubblica di Catania, ha mostrato particolare entusiasmo per la decisione delle vittime di estorsione di parlare e per l’esito delle indagini svolte fino a ora. Secondo le forze di polizia, infatti, l’operazione Aquilia e i 18 arresti di oggi sono la dimostrazione che qualcosa sta cambiando in meglio e che quindi la mafia non è giusta e imbattibile, come era stato sostenuto qualche giorno fa dagli autori della scritta “La mafia è giusta, non perdona”, apparsa ad Adrano.
In relazione a quell’episodio, il colonnello ha dichiarato: “Oggi ad Acireale Cosa Nostra non comanda”. La speranza di tutti i militari coinvolti è che risultati così positivi nella lotta alla mafia si continuino a registrare anche nelle prossime indagini e che, tanto in città quanto nelle realtà territoriali più piccole del Catanese, la mafia possa perdere potere al più presto.
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