Giornata contro la pena di morte, oltre il 50% ha detto “NO”: quali Stati la adottano ancora?

Giornata contro la pena di morte, oltre il 50% ha detto “NO”: quali Stati la adottano ancora?

Oggi, 10 ottobre, si celebra una delle giornate più importanti a livello mondiale, che riguarda da vicino quelli che sono i diritti di ogni uomo. Stiamo parlando della giornata contro la pena di morte, istituita 15 anni fa, nel 2003.

Da quell’anno, la Coalizione contro la pena di morte (fondata a Strasburgo, nel 2001) scese in campo per la prima volta, coinvolgendo organizzazioni non governative internazionali, ordini degli avvocati, sindacati e governi locali di tutto il mondo.

Una pratica crudele e disumana, che ormai da tempo non appartiene ai territori dell’Europa (fatta eccezione per la Bielorussia). Anche in questi, con una semplice ricerca si possono toccare con mano diverse realtà lontane dal nostro modo di vivere, di pensare e di approcciarsi all’individuo.

Negli Stati Uniti la pena di morte fa parte del codice penale, nonostante alcuni stati federali abbiano deciso di abolirla. In giro per il mondo, sono ancora 57 i paesi che la adottano: parliamo di poco più del 25%. Tra le realtà politiche più attive in tal senso vanno segnalati il Pakistan, l’Iran, l’Arabia Saudita, l’Iraq e la Cina.





In Italia, la pena di morte venne abolita definitivamente nel 1994. Molti Stati, invece, attuano questa condanna solo in casi eccezionali; altri, nonostante sia prevista all’interno del codice penale, non la mettono in pratica da tempo.

In oltre il 50% dei Paesi del mondo, la pena di morte, invece, è stata definitivamente abolita.

Una percentuale che la Coalizione contro la pena di morte si augura di poter incrementare ulteriormente, anche grazie alle numerose campagne e iniziative che ogni anno vengono organizzate.