Caso Nave Diciotti, Comunità di Sant’Egidio: “Una nave italiana è già territorio italiano”

Caso Nave Diciotti, Comunità di Sant’Egidio: “Una nave italiana è già territorio italiano”

CATANIA – Continua a far discutere il caso della Nave Diciotti, giunta al porto di Catania nella tarda serata di lunedì con a bordo 177 migranti, che però non sono ancora sbarcati. Questa volta è la Comunità di Sant’Egidio a dire la sua in merito alla questione.

Vengono espresse perplessità e preoccupazione e viene reso omaggio al procuratore del capoluogo etneo Carmelo Zuccaro, che anche in questo caso si è attivato. La Comunità afferma anche come in questi giorni si sia parlato di sequestro di Stato e il problema diventa ancora più delicato quando di mezzo ci sono i minori.

“Troviamo indecoroso e disumano – sottolinea la Comunità – il modo in cui vengono trattenute 177 persone che già hanno sofferto attraversando il Sahara, la Libia e la traversata in mare. Forti sono le perplessità sulla legittimità delle decisioni prese dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, così come sollevato dall’Associazione Nazionale Magistrati. Per di più troviamo particolarmente preoccupante la situazione dei minori non accompagnati ai quali, nonostante siano soggetti vulnerabili, non è stata concessa la possibilità di sbarcare. Mostriamo apprezzamento per l’interessamento del Tribunale dei Minori di Catania e chiediamo che tutti i minori vengano fatti sbarcare immediatamente”.

Infine, viene fatto riferimento anche al diritto alla richiesta di protezione internazionale.

“Inoltre una nave italiana è già territorio italiano – conclude la Comunità – e ancor di più se presente all’interno di un porto italiano. Pertanto le persone presenti attualmente sulla nave Diciotti sono private del riconoscimento di un loro diritto: quello alla richiesta di protezione internazionale. Chiediamo, a tal proposito, che venga concesso alle associazioni umanitarie la possibilità di visitare le persone attualmente sulla nave e ci offriamo di far firmare noi l’istanza di protezione internazionale”.