Operazione “L’anno del Drago”: sgominata rete di spaccio tra Catania ed Enna. NOMI, FOTO e VIDEO

Operazione “L’anno del Drago”: sgominata rete di spaccio tra Catania ed Enna. NOMI, FOTO e VIDEO

LEONFORTE – All’alba di questa mattina, la Polizia di Stato, a conclusione di articolata e complessa attività investigativa, ha eseguito sei misure cautelari a carico di soggetti di Catania e Leonforte, in esecuzione di ordinanza applicativa della custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Caltanissetta, giusta richiesta del pm titolare dell’indagine presso la Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta – catture eseguite dai poliziotti della squadra mobile di Enna e del commissariato di Leonforte, con la collaborazione dei colleghi della squadra mobile di Catania:

Agli arresti domiciliari sono finiti Francesco Balsamo, 48 anni, Enrico Pizzuto, 43 anni, Santo Davide Riela, 29 anni. Misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, invece per B. G., 28 anni, I. S. G., 34 anni, P. S., 35 anni, T. D., 27 anni.

L’articolata e complessa attività investigativa svolta dagli uomini della sezione “Antidroga e Contrasto al Crimine Diffuso” della squadra mobile di Enna e della squadra di Polizia Giudiziaria del commissariato di Leonforte ha permesso di accertare l’esistenza di una ramificata ed attiva rete di soggetti dediti al traffico ed allo spaccio di marijuana e cocaina, che operava nei comuni di Leonforte (in provincia di Enna) e Catania.

L’indagine trae origine da quanto emerso in un diverso procedimento penale, dal quale si apprendeva che uno dei soggetti indagati si riforniva, frequentemente, di sostanza stupefacente, da noti spacciatori, soggetti fra l’altro, già indagati nell’operazione denominata “L’Anno del Drago” .

In particolare, nell’indagine “L’Anno del Gallo” si è riusciti a documentare l’esistenza di un gruppo criminale, gestito ed organizzato da Enrico Pizzuto che, avvalendosi della collaborazione di alcuni pusher locali, riusciva sia ad approvvigionarsi di marijuana e cocaina presso alcuni fornitori etnei che a curarne la successiva immissione sul mercato locale.

L’attività di intercettazione telefonica ed ambientale, supportate anche dai classici metodi investigativi (attività di appostamento e pedinamento), ha consentito di dimostrare che Enrico Pizzuto si occupava dell’approvvigionamento della droga, curandone poi anche la distribuzione tra i vari pusher per la conseguente vendita al dettaglio.

 

 

Le indagini hanno permesso, infatti, di accertare l’esistenza di un rapporto di collaborazione criminale tra Pizzuto ed una fitta e consolidata rete di altri spacciatori, quali B.G., I. S. G. e T. D., quest’ultimi dediti, soprattutto, al confezionamento e lo spaccio dello stupefacente.

È stato dimostrato, inoltre, come gli arrestati si adoperassero nell’attività di spaccio al minuto, servendosi, all’occorrenza, anche di alcuni “fiancheggiatori esterni”, per poi consegnare il denaro ricavato dall’illecita attività di vendita direttamente al 43enne, che procedeva poi al reinvestimento delle somme lucrate nell’acquisto di nuove “partite” di stupefacente.

Per l’approvvigionamento della cocaina e della marijuana Pizzuto si rivolgeva prevalentemente a diversi “fornitori” ed in particolare ai catanesi Francesco Balsamo, soggetto già condannato nell’ambito dell’operazione denominata “NickName”e Santo Davide Riela.

Inoltre, gli investigatori hanno documentato diversi incontri, finalizzati al recupero di crediti, da parte del 43enne nei confronti dei diversi sodali, indispensabili per effettuare i nuovi acquisti di droga presso i fornitori. Nonostante gli indagati raccomandassero particolare cautela ed utilizzassero un linguaggio allusivo per indicare la sostanza stupefacente e le relative contropartite in denaro, i poliziotti sono riusciti a decodificarne i discorsi, che nel contesto complessivo della situazione erano riconducibili alla pianificazione e messa in atto dell’attività di spaccio.

L’attività di riscontro operata sul territorio, ha consentito sia di cristallizzare e documentare la complessa e articolata attività criminosa, sia di accertare molteplici cessioni di stupefacente verso gli acquirenti, molti dei quali noti come consumatori abituali di droghe.

Quali principali episodi di riscontro all’ipotesi indiziaria è stato rilevato l’arresto di Pizzuto, nel pomeriggio del 26 giugno 2016, a Leonforte, quando l’uomo è stato indagato, in stato di arresto, per trasporto e detenzione ai fini di spaccio di 1,080 chilo di marijuana.

All’esito dell’attività investigativa il pm titolare dell’indagine ha avanzato richiesta di misura cautelare al gip, il quale – valutata ogni singola posizione in funzione sia dei gravi fatti indiziari che degli specifici pregiudizi giudiziari di ogni singolo indagato – ha emesso misura cautelare nei confronti dei predetti soggetti.

Nell’ambito della complessiva attività sono stati indagati diversi altri soggetti per i quali non sono state, tuttavia, emesse misure cautelari.

I destinatari della misura cautelare custodiale, catturati dai poliziotti della squadra mobile e del commissariato di Leonforte, con la collaborazione dei colleghi della squadra mobile di Catania, dopo gli adempimenti di rito, sono stati relegati agli arresti domiciliari come disposto dall’autorità giudiziaria, la Procura della Repubblica Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Caltanissetta, che ha coordinato le indagini.

Nel corso della perquisizione domiciliare operata a carico di T.D., è stata ritrovata e sequestrata della marijuana per 4,5 grammi, motivo per cui il giovane è stato denunciato all’autorità giudiziaria anche per l’illecita detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.