PALERMO – La crisi idrica degli ultimi giorni a Palermo ha portato alla decisione del razionamento dell’erogazione dell’acqua, con una turnazione. La causa del malfunzionamento delle condutture è un guasto nell’acquedotto che porta al centro cittadino e che, a sua volta, comporta lo sversamento in mare dell’acqua proveniente dalle sorgenti di Scillato.
A diramare la notizia sono Giovanni Musso e Lia Arcuri, segretari rispettivamente di Femca Cisl Palermo Trapani e Amap per la Femca Cisl Palermo Trapani, che hanno puntualizzato anche come questo scenario riporta indietro nel passato.
Il quantitativo di acqua potabile finito in mare e che deriva dal Comune alle porte del capoluogo siciliano, ammonta a 100 milioni di metri cubi e le caratteristiche della sorgente hanno, di recente, portato i vertici comunali di Scillato ad avviare le procedure di aggiudicazione per l’imbottigliamento a fini commerciali.
Oltre a ciò, i vertici delle sigle sindacali hanno precisato come il fabbisogno idrico del decennio in corso a Palermo sia stato soddisfatto utilizzando il contenuto potabilizzato degli invasi. Ciò ha portato questi ultimi a svuotarsi e ad arrivare ai problemi attuali.
Infine, la situazione sta portando quasi a invocare lo stato di calamità naturale, in quanto potrebbero utilizzati anche i dissalatori, che per essere realizzati richiedono investimenti e tempi piuttosto lunghi.




