Operazione “Effetto Domino”, sgominata rete di spaccio: trafficante arrestato all’aeroporto

Operazione “Effetto Domino”, sgominata rete di spaccio: trafficante arrestato all’aeroporto

 ENNA – Stamattina, la Polizia di Stato ha catturato Giuseppe Mangione, 48enne, residente a Leonforte con precedenti di polizia, in esecuzione dell’ordinanza applicativa della custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Enna, sotto richiesta della procura della Repubblica di Enna, a conclusione di un’articolata e complessa attività investigativa coordinata dalla stessa Procura, e in particolare dal pubblico ministero titolare delle indagini, dott. Francesco Augusto Rio.

L’indagine è stata eseguita a carico di  Mariano Domina , Mario Russo (noto anche come Mario Turazzo), Costantino Russo, Filippo Raccuglia Pietro Trovato. L’articolata e complessa attività investigativa ha consentito di accertare come una ramificata e attiva rete di spacciatori (soprattutto di marijuana e cocaina) operasse nei comuni orientali dell’hinterland ennese e nel territorio di Catania. Sono state registrate numerose conversazioni, dove, quelle telefoniche, nonostante la particolare cautela e l’utilizzo di un linguaggio allusivo e criptico, sono risultate facilmente decifrabili e chiaramente volte a fissare appuntamenti e pianificare l’attività di spaccio; mentre, in quelle ambientali, gli interlocutori parlavano esplicitamente di “erba”, “stecche”, “droga” e della qualità e quantità dello stupefacente disponibile.

Grazie a questo, è stato costruito un chiaro quadro dell’attività illecita messa in piedi da Mariano Domina insieme agli altri indagati, riuscendo a dimostrare, allo stesso tempo, che proprio Mariano Domina, elemento di spicco su cui si basava l’attività del traffico della droga, non solo risultava ben inserito nel contesto della criminalità locale, ma possedeva una spiccata capacità criminale. L’uomo, conoscitore di diversi pregiudicati impegnati nel traffico di droga, mentre per rifornirsi si rifaceva ai “fornitori-pusher” del capoluogo etneo,  Mario Russo, detto “Turazzo” e il nipote Pietro Trovato, per l’immissione dello stupefacente nel mercato locale dei centri di Leonforte e Nissoria, si avvaleva della complicità dei vari “pusher”, alcuni dei quali coindagati.

In particolare, Mario Russo si è dimostrato essere il principale punto di riferimento per Mariano Domina e i suoi complici. Pietro Trovato, convivente della figlia del fratello che, dopo l’arresto di Russo, lo ha sostituito divenendo il referente di Mariano Domina e dei suoi collaboratori. Dalle intercettazioni ambientali tra Domina e Costantino Russo, è emerso che Mario Russo da qualche mese si trovava in regime di arresti domiciliari. Inizialmente, i contatti telefonici per rifornirsi dello stupefacente intercorrevano tra Domina e Mario Russo il quale, a sua volta, appena ricevuta l’ordinazione, nella consapevolezza di essere osservato dalle forze di polizia, per la buona riuscita della transazione, ha contattato il nipote Trovato. Il mercato locale per lo spaccio al minuto dello stupefacente veniva poi gestito da Costantino Russo e da Giuseppe Mangione.





Nelle diverse conversazioni tra Domina e Mangione, non solo emergeva il chiaro interesse di quest’ultimo negli “affari” riguardanti il traffico di stupefacenti, ma si è anche riusciti ad accertare come Mangione mantenesse contatti stabili con Mariano Domina e con Costantino e Mario Russo. Mariano Domina era riuscito a creare una rete imperniata sulle capacità di alcuni “pusher”, come Costantino Russo e Giuseppe Mangione, i quali vendevano lo stupefacente, nel territorio dei comuni di Nissoria e Leonforte, agli assuntori della zona che in  certi casi in realtà erano anch’essi spacciatori, ovviamente inferiori. La notte del 7 Novembre si dava corso all’esecuzione delle misure cautelari a carico dei citati 5 soggetti, mentre Mangione, destinatario di provvedimento restrittivo, non è stato trovato a casa sua, in Nissoria.


Giuseppe Mangione, 48 anni

Stamattina, Giuseppe Mangione è stato trovato e arrestato dalla Polizia di Stato, in particolare dagli uomini della squadra mobile e del commissariato di Leonforte, con la collaborazione della Polizia di Frontiera allo scalo aeroportuale di Catania Fontanarossa, dove l’uomo si trovava per aver fatto rientro in Italia con un volo proveniente dall’Inghilterra, dove si era recato in precedenza.  L’arrestato è stato collocato agli arresti domiciliari, come disposto dall’autorità giudiziaria.