GRAVINA DI CATANIA – Un collegamento speciale, capace di accorciare le distanze tra l’uomo e lo spazio, ha coinvolto oggi gli studenti della sede di Gravina del Liceo “G. Lombardo Radice”, protagonisti di un incontro online con l’astronauta catanese Luca Parmitano. Un evento fortemente voluto e organizzato dalla professoressa Francesca Dambone, legata all’ospite da un’amicizia che affonda le sue radici nei banchi di scuola e dalla fiduciaria di plesso professoressa Anna Lombardo.
L’incontro con Luca Parmitano
Un dialogo autentico, quello tra Parmitano e la docente, che ha riportato alla memoria un elemento fondamentale del loro percorso di crescita: la lettura de “Il gabbiano Jonathan Livingstone” di Richard Bach, un testo che, come hanno raccontato entrambi, li ha uniti e profondamente ispirati, alimentando il desiderio di superare i propri limiti e inseguire con determinazione i propri sogni.
Ed è proprio di sogni, ma soprattutto di impegno concreto, che ha parlato Parmitano agli studenti. Con grande semplicità e forza comunicativa, l’astronauta ha ripercorso le tappe salienti della sua storia, sottolineando come il traguardo di entrare a far parte dell’ ESA, Agenzia Spaziale Europea, sia stato il risultato di anni di sacrifici, prove estenuanti e dedizione costante. Un cammino tutt’altro che lineare, ma costruito giorno dopo giorno con disciplina e perseveranza.
Ampio spazio è stato dedicato alle domande degli alunni, che hanno dimostrato curiosità e partecipazione, interrogandosi sul senso più profondo dell’esplorazione spaziale. Perché l’uomo sente il bisogno di spingersi oltre? Come si affrontano lunghi periodi lontani dalla Terra, tra privazioni e adattamenti continui?
La risposta di Parmitano è stata tanto semplice quanto potente: è la curiosità, insieme al desiderio di scoperta, a muovere l’essere umano. Una spinta naturale che, nel tempo, ha permesso all’umanità di evolversi e progredire.
L’incidente e il momento critico
Particolarmente toccante il racconto dell’incidente vissuto durante una missione nello spazio, quando un problema tecnico ha trasformato una normale attività extraveicolare in una situazione di emergenza. Un momento critico affrontato con lucidità e preparazione, durante il quale – ha spiegato – la paura non scompare, ma si gestisce grazie alla conoscenza e all’addestramento. “La paura è sempre e soltanto la mancanza di conoscenza”, si combatte studiando, comprendendo, preparandosi, ha sottolineato, lasciando agli studenti una lezione per la vita.
L’incontro si è rivelato un’occasione preziosa di crescita e riflessione, capace di accendere negli studenti non solo l’interesse per la scienza e lo spazio, ma anche una consapevolezza più ampia: i sogni, anche quelli che sembrano irraggiungibili, possono diventare realtà se sostenuti da impegno, coraggio e curiosità.
La speranza è che, seguendo l’esempio di Luca Parmitano, sempre più giovani imparino a credere nei propri sogni e trovino la forza di spiccare il volo. Forse qualcuno oggi ha iniziato a guardare il cielo con occhi diversi.



