ACIREALE – Si è conclusa con un grande successo di pubblico la prima edizione della “Serata delle Scienze”, che ieri, giovedì 23 aprile, ha animato i locali del Liceo Statale “Regina Elena” di Acireale. Dalle 17 fino a tarda sera, l’istituto di via Collegio Pennisi si è trasformato in un laboratorio vivace e aperto, accogliendo studenti, famiglie e cittadini in un percorso tra conoscenza e divertimento.
L’iniziativa, proposta dagli studenti della Consulta Giovanile e dai rappresentanti d’istituto, è stata accolta con favore dal Dirigente Scolastico, prof. Sebastiano Raciti e coordinata dalla prof.ssa Caterina D’Agata. Grazie al perfetto equilibrio tra rigore scientifico e momenti sociali, l’evento ha centrato l’obiettivo di valorizzare la scuola quale punto di riferimento per l’intera comunità.
“L’obiettivo – ha sottolineato D’Agata – è proprio l’approfondimento del sapere scientifico che si interfaccia con gli altri dipartimenti, in particolare con quello di Scienze Umane. In questa società dove si evidenzia l’autoreferenzialità, vogliamo far capire che il dialogo e il confronto sono fondamentali per crescere”.
La scienza “da toccare” e l’estrazione del DNA
Dalle 17 alle 19, i laboratori sono stati il cuore pulsante della manifestazione. In quello di Chimica e Biologia, la prof.ssa Ivana Strano ha mostrato come operano quotidianamente a scuola: “Questo laboratorio ci è utile perché mettiamo in pratica quello che i ragazzi analizzano dal punto di vista teorico. Abbiamo affrontato esperienze che hanno permesso di toccare con mano la chimica nella sua essenza con l’estrazione del DNA o il saggio alla fiamma. Analizziamo il comportamento degli elettroni che si sprigiona attraverso un colore; i ragazzi si divertono con un’analisi diretta dell’elemento chimico a contatto con il fuoco. Abbiamo analizzato anche il codice genetico all’interno della frutta: è un gioco e i ragazzi si appassionano”.
A dare continuità didattica è stata la prof.ssa Lucrezia Leonardi, responsabile dell’Orto dei Semplici “Rosa Oliva”: “Un’altra esperienza condotta oggi, che collega la chimica all’orto, è l’estrazione di oli essenziali dalle arance amare, per avere una continuità tra i diversi laboratori”.
Fisica: tra strumenti antichi e moderni
Il percorso scientifico è stato arricchito dal laboratorio di Fisica del prof. Giuseppe Vicari. Qui i visitatori hanno potuto esplorare l’evoluzione della materia attraverso l’esposizione di strumenti antichi e nuovi. Come sottolineato dal docente, l’attività ha permesso di mostrare concretamente il passaggio tecnologico e metodologico che caratterizza la fisica moderna, mantenendo vivo il legame con le radici storiche della disciplina, un’occasione per comprendere come le leggi fondamentali della natura, pur restando immutate, vengano oggi indagate con precisione sempre maggiore.
Innovazione immersiva e didattica orientativa
Grande partecipazione per l’Aula Immersiva, descritta dalla direttrice prof.ssa Francesca Giuffrida come uno spazio multisensoriale e inclusivo: “È un ambiente altamente tecnologico che permette di coinvolgere i ragazzi in modo attivo tramite proiezioni a 360° e in 3D. Abbiamo fatto una lezione sull’Atene del V secolo passeggiando virtualmente sull’Acropoli, ma possiamo anche entrare in trincea nella Grande Guerra o viaggiare sulle caravelle di Colombo. Questo favorisce la memorizzazione e si unisce al laboratorio di informatica per la didattica orientativa, aiutando i ragazzi a riflettere sui propri punti di forza attraverso il gioco e l’apprendimento”.
Il Prof. Giovanni Russo ha poi guidato le visite al Planetario, ricordando con orgoglio come la struttura, nata nel 2010, sia l’unica di questo tipo in tutta la provincia di Catania.
Tra convivialità e arte
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