Falso passaporto per imprenditore latitante: sospeso funzionario del Ministero dell’Interno

Falso passaporto per imprenditore latitante: sospeso funzionario del Ministero dell’Interno

PALERMO – La Polizia di Stato, segnatamente personale della Sezione Anticorruzione della squadra mobile di Palermo, nella mattinata del 22 aprile 2026, su delega della Procura della Repubblica del capoluogo, ha eseguito ordinanza del gip con cui è stata applicata la misura cautelare della sospensione dal servizio per un anno, nonché quella dell’obbligo di presentazione quotidiana negli uffici di polizia giudiziaria nei confronti di un uomo di 65 anni, ritenuto gravemente indiziato di aver agevolato l’evasione di un imprenditore, tentando di procurargli un falso passaporto.

I fatti

Anche nei confronti di quest’ultimo, noto imprenditore palermitano con trascorsi nel settore bancario e delle telecomunicazioni, il gip ha riconosciuto la sussistenza di un grave quadro indiziario, tra l’altro, per il concorso nel tentativo di fabbricazione del falso titolo di viaggio, applicando a suo carico la misura cautelare della custodia in carcere, in atto ineseguita per irreperibilità dell’indagato.

Le indagini, svolte sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica con l’ausilio di numerose intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche e corroborate da accertamenti bancari, hanno ricostruito che il funzionario civile del Ministero dell’Interno, su mandato dell’imprenditore, si era rivolto ad un falsario, remunerandolo con una somma di denaro al fine di realizzare il falso passaporto.

A questo scopo, al falsario venivano forniti dal funzionario civile, il titolo di viaggio scaduto dell’imprenditore e delle fotografie di quest’ultimo, quale specimen per fabbricare il passaporto falso.

Il tentativo non era tuttavia andato a buon fine per la riluttanza del falsario che, individuato dopo un anno dai fatti dalla squadra mobile ed interrogato dalla Procura della Repubblica, ammetteva le sue responsabilità nella vicenda.



Il colloquio

Nell’ambito di un successivo colloquio tra quest’ultimo e il funzionario, registrato dal falsario con un indumento munito di microfoni e microcamere a lui fornito da questo Ufficio, il funzionario civile si lasciava andare ad affermazioni a riscontro dell’ipotesi a sostegno dell’indagine.

In tale circostanza, palesemente preoccupato, il funzionario tentava quindi di concordare con il falsario una versione idonea a deviare il corso delle indagini.

Le investigazioni hanno, inoltre, messo in luce che, tramontata la possibilità di procurare all’imprenditore un passaporto creato ad arte, il funzionario lo avrebbe comunque agevolato nell’evasione attivandosi presso un altro ufficio di polizia per l’indebito rilascio di un titolo di viaggio, poi revocato amministrativamente.

Note

Giova precisare che la responsabilità penale delle condotte elencate sarà definita solo dopo l’emissione di eventuali sentenze passate in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.