SICILIA – Il settore dell’autotrasporto torna al centro del confronto istituzionale con due incontri ravvicinati a livello regionale e nazionale convocati nei prossimi sei giorni.
Il primo appuntamento è stato fissato dalla Regione Siciliana. L’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò ha convocato la Consulta regionale per l’autotrasporto e la logistica giorno 16, alle 17.30, a Palermo. Al tavolo siederanno Anas, Fs Cargo, Rfi, Interporti Siciliani e Cts. Al centro le iniziative da adottare per contenere l’impatto economico della crisi in Medio Oriente sul comparto dei trasporti.
Il tavolo convocato dal Mit
Un secondo confronto è stato convocato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il 22 aprile alle ore 17. L’invito in questo caso è rivolto al CTS, Comitato trasporti siciliani, che si stava preparando ad un incontro con il ministro Salvini. Alla riunione, che riguarderà le difficoltà che stanno colpendo il trasporto merci in conto terzi, ci sarà invece il vice ministro Edoardo Rixi. Le sigle nazionali dell’autostrasporto saranno ricevuti a Roma domani.
Sciopero sospeso, ma resta lo stato di agitazione
Grazie a questa convocazione termina in Sicilia lo sciopero degli autotrasportatori siciliani, rappresentati da Salvatore Bella. “Permane lo stato di agitazione in attesa dell’esito dell’incontro del 22 aprile. Il fermo è sospeso con effetto immediato” ha annunciato insieme a ringraziamenti al presidente dell’Ars Gaetano Galvano, il vice presidente dell’Ars Luca Sammartino, i prefetti siciliani e la Digos. “Un ringraziamento – ha aggiunto Bella – anche a Giovanni Arena amministratore del Gruppo Arena Ddo”
L’allarme di Confindustria Catania
Tra le dichiarazioni di giornata sono arrivate anche quelle della presidente di Confindustria Catania Maria Cristina Busi Ferruzzi. “Siamo di fronte a un’emergenza che non riguarda più soltanto i costi di bilancio, ma la sopravvivenza stessa del fare impresa nel nostro territorio”. “Il caro carburante e l’aumento dei costi dell’energia agiscono come una tassa insostenibile che colpisce trasversalmente ogni settore, dalla manifattura ai servizi”, ha aggiunto la presidente degli industriali etnei parlando di “tempesta perfetta”.
Busi Ferruzzi ha ricordato il problema del paradosso siciliano che riguarda i carburanti: “Siamo nel mezzo di un paradosso inaccettabile: rappresentiamo la raffineria d’Italia, con la Sicilia che copre circa il 70% del fabbisogno nazionale, ma subiamo i costi più elevati a causa dell’isolamento geografico”. “Il caro gasolio non è solo un costo energetico: è un freno a mano tirato sulla nostra economia”, ha proseguito, chiedendo che il Governo si faccia promotore a Bruxelles del ripristino del Temporary Framework per la crisi energetica.
I timori delle imprese sulla logistica
Per gli industriali, sul fronte logistico, è intervenuta anche Sonia Nicosia, presidente della Sezione Trasporti e Concessionarie auto di Confindustria Catania: “Ci troviamo ad operare in una condizione di forte instabilità. Ai rincari già prodotti dall’ETS si aggiungono ulteriori costi legati all’obbligo di utilizzare carburanti alternativi, molto più onerosi e difficili da reperire. Il risultato è una continua variabilità dei noli, che rende complessa la programmazione, la definizione dei budget e la stabilità dei prezzi”, ha spiegato Nicosia.
“A questo si aggiungono le criticità legate al Sea Modal Shift: mancano criteri di calcolo chiari e tempi certi di erogazione dei contributi”, ha concluso, spiegando che “la Sicilia non può più subire rincari fuori controllo”.
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