Si riaccende la diplomazia internazionale con nuovi segnali di apertura sul fronte mediorientale. Stati Uniti e Iran potrebbero tornare a sedersi al tavolo dei negoziati già nei prossimi giorni. A rilanciare l’ipotesi è stato Donald Trump, che ha parlato di colloqui imminenti, precisando però che la sede potrebbe cambiare: “Potrebbero riprendere entro due giorni, ma stiamo valutando un luogo diverso dal Pakistan”.
L’ex presidente americano ha inoltre assicurato che “la guerra è quasi finita”, lasciando intravedere uno scenario di progressiva de-escalation, anche se la situazione resta estremamente delicata.
Sul piano internazionale si muove anche la Cina, che ha messo sul tavolo una proposta articolata in quattro punti per favorire una soluzione pacifica del conflitto. Intanto, la Russia rafforza il dialogo con Pechino: il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha annunciato una visita del presidente Vladimir Putin nella capitale cinese entro la metà dell’anno.
Segnali positivi arrivano anche da Washington, dove si sono svolti colloqui definiti “costruttivi” tra Israele e Libano in vista di una possibile tregua. Le parti avrebbero dato il via libera all’apertura di negoziati diretti, con data e sede ancora da definire.
Nel frattempo, anche l’Italia prende posizione: il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico del memorandum con Israele relativo alla cooperazione nel settore della difesa, una scelta che si inserisce in un contesto internazionale in continua evoluzione.
Uno scenario complesso ma in movimento, dove tra tensioni e aperture diplomatiche si cerca un equilibrio che possa portare a una stabilizzazione duratura dell’area.



