RAGUSA – La nota pittrice Beatrice Nicosia, nella sua cittadina del pomodoro e delle primizie della Piana degli Iblei, Vittoria, esprime la sua vivacità artistica nella versatilità “Leaf Art”, la pittura in foglie di piante, ed anche in quella della nuova vena artistica cinese, novità per noi, il “Fish skin painting”, ovvero la pittura in pelli essiccate di pesce come il kaluga, una sorta di storione gigante e poi le carpe e i lucci. L’autrice si sperimenta nella realizzazione di opere in foglie di piante come il ficus, il nespolo, l’alloro, il mango, il cocus, buccia di cipolla, pale di ficodindia e poi su pelle di Orata e guscio di uova di struzzo, completando, così, vari cicli di percorsi artistici nel corso degli anni.
Da ricerche effettuate, mi ha incuriosito la ingegnosa pittura dell’Artista e, non c’è bisogno di andare in Cina, dove queste varietà di opere vanno alla grande, perché, in Sicilia, già nel 1.500, nell’entroterra venivano realizzati dipinti su pelli di pecore essiccate, su foglie larghe ed ampie come quelle del ficus, ed invece, nelle zone costiere marine, su pelli essiccate di pesce.
Penso proprio che, “Buon sangue non mente!”; ci sarà stato qualche antenato artista di Beatrice Nicosia che le avrà trasmesso, nel DNA, anche questa tendenza di stile. Beatrice Nicosia, ha un ricco trascorso di impegno e studi artistici e nel 2012 sperimenta una nuova tecnica, creando addirittura una nuova corrente artistica, è così che fonda il suo “Manifesto” chiamandolo, “Espressionismo tattile sensoriale”; Cartello che viene registrato e depositato nell’Aprile del 2021, presso la Biblioteca Centrale Nazionale di Firenze nei reparti manufatti rari e c/o la biblioteca regionale di Messina G. Longo. La sperimentazione di questa nuova tecnica conta già 14 anni di performance applicativa, determinando così un nuovo ciclo che l’artista definisce “ciclo blu”. Le sue mostre “Personali” attraversano la Trinacria, lo Stivale in lungo e largo, per arrivare a Parigi e Bruxelles, per poi valicare l’Atlantico e giungere fino in Messico.
Ebbene, l’arte di Beatrice Nicosia, apre uno scenario particolare: “Il sinesteta Kandinskij” è presente nel suo laboratorio di creatività ed influenza la medesima artista, conducendola per mano al genere di Espressionismo francese e donando al suo pennello, quella meravigliosa capacità di dare Voce, Profumo ed Entità ai colori e alle immagini.
Kandinskij è principalmente legato all’astrattismo, ma è stato anche il fondatore del movimento del “Der Blaue Reiter”; tale tendenza stilistica ha dato origine all’arte del Colore e della Forma, per esprimere emozioni e spiritualità, legando “Pittura, Melodia e Musica”. E la nostra artista Beatrice ne fa tesoro della suddetta “Trinità Estetica”.
Ma, già a 16 anni, l’animo di Beatrice apre le porte della passione verso la tela, il pennello e i colori, ponendo, persino alle cromie, un significato chiaro: le tonalità cromatiche debbono accentuare ancora di più la voglia di infondere anelito di vita all’opera. L’Autrice, nel suo percorso artistico, affronta la vena dell’Astrattismo, la tecnica usata da lei, si distingue per un forte impatto materico, dovuto all’uso di colori densi ad olio, corposi e da provocare approcci vibranti, alle cromie usate, intense e brillanti. Beatrice Nicosia, nel suo laboratorio ci presenta, anche, opere espressioniste che richiamano stili trascorsi, del secolo scorso, tipo quelle dell’artista Edvard Munch, noto per aver dato alla pittura sensazioni umane, angoscia, dolore e vita interiore e che hanno calcato un modello, da definire anticipatore dell’Espressionismo. Le tele di Beatrice, ancora presentano umori, animosità, grida di dolore e tanto voglia di reagire per quietare lo spirito e voglia di superare gli scogli della vita.
A coronare il suo amore per l’Arte Visiva, Beatrice Nicosia assume il ruolo di Espressionista a tutto tondo, si, la sua raffinata abilità, nell’esprimere visione creativa, pone in luce l’eccellenza, dell’uso del colore, non in modo realistico, ma come primo attore e interprete del ruolo guida e dottrinale, creando linee fluttuanti che anticipano l’Art Nouveau e l’espressionismo nordico.



