QUESTO ARTICOLO FA PARTE DEL CONCORSO DIVENTA GIORNALISTA, RISERVATO AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI DELLA PROVINCIA DI CATANIA.
Sotto lo stesso cielo che ha visto recitare Eschilo e Sofocle, quest’estate la Sicilia torna a vibrare di note nuove. Non è solo una stagione di concerti: è un dialogo vivo tra antico e
contemporaneo, tra roccia millenaria e suoni che parlano al presente.
L’estate 2026 trasforma teatri greci, templi e piazze barocche in palcoscenici dove la storia non resta muta, ma risponde.
Al Teatro Antico di Taormina, Claudio Baglioni porterà il suo “GrandTour La Vita è Adesso” il 31 luglio e 1° agosto. Angelina Mango, tra le voci più interessanti della nuova scena
italiana, salirà sul palco il 24 luglio. Il Volo si esibirà il 22 agosto, mentre i Pooh festeggeranno i sessant’anni di carriera il 24 e 25 agosto, tra le stesse colonne che hanno
assistito alla nascita del teatro occidentale.
A Palermo, Emma accenderà il Teatro di Verdura il 24 luglio. Lo stesso giorno il Velodromo Paolo Borsellino ospiterà l’energia del K-Pop con Demon Hunters & Soda Pop, per poi
spostarsi il 27 luglio a Catania alla Villa Bellini. Fiorella Mannoia canterà a Catania il 23 agosto e Jovanotti chiuderà in grande stile all’Ippodromo La Favorita di Palermo il 29 e 30
agosto.
Accanto ai grandi nomi, appuntamenti più intimi arricchiscono il cartellone: a Zafferana Etnea Simona Molinari & Tony Canto il 4 agosto e Raf il 12. Ma il vero cuore simbolico di
questa estate è la decima edizione di FestiValle (7-10 agosto) nella Valle dei Templi di Agrigento: un sito UNESCO trasformato in laboratorio di musica e arti digitali, dove il
passato diventa cassa di risonanza per il futuro.
Ciò che rende unica l’estate 2026 non è soltanto la qualità degli artisti, ma il luogo in cui si esibiscono. Teatri greci affacciati sul mare Ionio, templi illuminati dalla luna, piazze barocche
che da secoli custodiscono silenzi e ora accolgono applausi. Ogni concerto diventa un ponte tra emozione e memoria, tra generazioni diverse, tra ciò che eravamo e ciò che possiamo
ancora essere.
Per noi giovani siciliani questo calendario ha un valore profondo. Non è solo svago: è la possibilità di vedere la nostra terra non più come un museo del passato, ma come una
scena viva del presente. Opportunità di lavoro, turismo di qualità, orgoglio di appartenere a un’isola capace di attirare il mondo senza snaturarsi. Perché qui la musica non si ascolta
soltanto: si respira, si abita, si vive. Non è solo un’estate di concerti.
È la Sicilia che, con la voce di tutte le generazioni, canta ancora una volta al mondo.

Bruno Giorgia – 4^AAT– Alberghiero Karol Wojtyla – Catania (CT)



