“Accolgo con soddisfazione l’annuncio di una tregua immediata di due settimane”. Con queste parole il Papa ha commentato, durante l’udienza generale, l’intesa raggiunta tra Stati Uniti e Iran.
L’accordo prevede una pausa nelle ostilità di quindici giorni. Il presidente americano Donald Trump ha accettato di prorogare l’ultimatum a Teheran, subordinando però la tregua all’apertura immediata dello Stretto di Hormuz. Lo stesso Trump ha definito l’intesa una “vittoria totale e completa”, assicurando che il nodo del programma nucleare iraniano sarà risolto.
Trattative al via, ma il quadro resta fragile
Il primo incontro negoziale è fissato per venerdì a Islamabad, con la presenza del vicepresidente Vance e degli inviati Witkoff e Kushner. Il premier pakistano Sharif ha parlato di un cessate il fuoco immediato e diffuso, “anche in Libano e altrove”, mentre Israele ha espresso sostegno, pur precisando che l’accordo non riguarderebbe il territorio libanese.
Scontro internazionale: la Russia attacca, l’Ue sostiene
Non mancano però le tensioni sul piano diplomatico. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito l’azione di Stati Uniti e Israele contro l’Iran un “attacco non provocato”, sostenendo che abbia subito una “schiacciante sconfitta”. Mosca ribadisce che non esiste una soluzione militare, ma solo politica e negoziale.
Di segno opposto la posizione dell’Unione europea. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha accolto con favore la tregua, invitando tutte le parti a rispettarne i termini per arrivare a una pace duratura nella regione e ringraziando il Pakistan per il ruolo di mediazione.



