La paura di non essere mai “liberi” in una società affamata di  emancipazione e di espressione di sé

La paura di non essere mai “liberi” in una società affamata di emancipazione e di espressione di sé

QUESTO ARTICOLO FA PARTE DEL CONCORSO DIVENTA GIORNALISTA, RISERVATO AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI DELLA PROVINCIA DI CATANIA.

Esiste la libertà? O è qualcosa inventata dall’uomo, per sentirsi più potente e dare un nome a quella parte d’ignoto che c’è nella nostra vita?

Non è semplice parlarne, anche se oggi n’è ampiamente discusso e ci viene addirittura insegnato. Infatti siamo bombardati dalle mille varianti di questa
libertà…libertà di parola, di pensiero, di essere, di scelta, di salute e via dicendo, ma nessuno, però, si sforza mai di capire veramente quale sia la sua natura, poiché come dice un detto: “la parola appartiene agli stolti e la fede agli ignoranti”.

E se fosse tutta un’illusione?

Avere la possibilità di prendere delle decisioni o vivere come si vuole non è libertà, poiché non esprime la condizione in cui un soggetto può agire, pensare e
autodeterminarsi senza costrizioni, impedimenti esterni o sottomissioni, perché ci sono sempre dei legami invisibili con delle azioni precedenti. Fin da quando
nasciamo siamo ostacolati dal vivere in maniera autonoma, siamo influenzati dalle nostre origini, dalla nostra famiglia e così da tanto altro.

Come ho sottolineato, questo argomento viene utilizzato in maniera impropria e confuso con il libero arbitrio, cioè con l’assoluta capacità di guidare da soli senza
condizionamenti e senza schemi il nostro essere, che non esiste e mai esisterà.

E’ questo che la società ci vuole vendere a un prezzo assai caro, privandoci della vera libertà, che ha dei limiti, che possediamo, avendo lottato negli anni, e che ora stiamo sempre più perdendo. Quindi, sì la libertà c’è ma non è quella che stiamo professando e che bramiamo; paradossalmente siamo sempre più oppressi, ma non
è il mondo a cambiare: siamo noi che rimpiccioliamo i nostri stessi confini.

Ma perché sta avvenendo questo marketing dietro un diritto civile così importante?



Senza che ce ne accorgiamo, tutto ciò che ci circonda: gli strumenti mediatici, il nostro stile di vita, la società, che ci inganna dandoci tante opzioni e false possibilità
di essere noi stessi. Mostrandoci questo nuovo mondo più aperto e globalizzato, dall’altra parte in verità ci stanno educando ad apprezzare l’uguale: ciò che è più
facile d’abbattere e che, di conseguenza, ci rende impotenti di portare avanti la nostra identità, che purtroppo al giorno d’oggi è oggetto di vergogna.

Questo spiega chiaramente tutte le ripercussioni a cui il genere umano negli ultimi anni sta assistendo. Giovani spenti, spaesati che non hanno chiaro il loro futuro, tassi di depressione e di malattie legate a diversi disturbi mentali e fisici in crescita, per non parlare anche dei divorzi, poiché si pretende sempre di più, e per l’uso stesso da parte di quasi tutta la popolazione dei social come primo mezzo di aiuto in caso di problemi o anche solo per compagnia, per la paura di essere giudicati.

Abbiamo perso tutto nella vita se non ci fidiamo più di noi stessi, se non sappiamo più prendere decisioni, fare qualcosa senza l’approvazione altrui e soprattutto non
conosciamo la nostra essenza. La libertà ipocrita a cui aspiriamo è uno dei tanti mezzi di usurpazione dell’uomo per appagare il proprio egoismo.

Come accettare di vivere in un mondo incatenato?

Bisogna coltivare la propria indipendenza e trovargli sempre più spazio ovviamente tra i vincoli e per farlo bisogna diventare pronti ad essere i diversi, ma anche quelle persone coerenti e uguali al proprio essere. Si deve parlare e discutere, invece, di quella autodeterminanza reale che abbiamo e apparirne orgogliosi, andando contro ciò che ci porta lontano da una delle sfaccettature più belle della vita umana.

Lo Schiavo Carla 2^C — LICEO LINGUISTIGO “LEONARDO”  —  Giarre (CT)

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