Al Metropolitan Giovanni Strano ci svela i segreti del musical Camicette Bianche

Al Metropolitan Giovanni Strano ci svela i segreti del musical Camicette Bianche

CATANIA – In attesa dell’imminente messa in scena del 31 marzo, ore 21.00, al Teatro Metropolitan dell’applaudito musical “Camicette Bianche” dell’autore e regista Marco Savatteri incontriamo l’attore Giovanni Strano che in questo dramma musicale interpreterà ben tre personaggi.

Chi sarà Giovanni Strano in “Camicette Bianche”?

“Mi dividerò in tre. Sarò Isac Harris, il proprietario della fabbrica Triangle Shirtwaist a New York che chiuse le porte dello stabilimento per non permettere alle operaie di fare pausa e durante l’incendio rimasero intrappolate. Sarò l’ispettore che i migranti vedranno quando sbarcheranno in America e interpreterò anche un piccolo ruolo all’inizio dello spettacolo quello del migrante catanese che ha degli scambi di battute con gli altri migranti che non sono della Sicilia orientale”.

Come si è preparato ad affrontare e vivere il complesso ruolo di Isac Harris?

“Il mio personaggio è completamente diverso dalla mia persona e dal mio carattere. È stato molto stimolante vivere e studiare questo ruolo”.

Lo spettacolo ha attraversato l’Italia in lungo e in largo. Come ha reagito il pubblico?”

La platea del sud Italia è quella che recepisce maggiormente l’ironia e l’umore dei personaggi, perché sono tipici del meridione. Da Roma in su il testo è stato leggermente adattato in italiano e le battute sono state modulate per un pubblico diverso. Lo spettacolo ha una parte molto da commedia e una molto drammatica e questo tipo di sviluppo narrativo ha fatto innamorare gli spettatori della storia”.



Qual è stata l’emozione più grande?

“Vedere il pubblico applaudire con le lacrime è un’emozione grandissima, perché ci si rivede in ciò che eravamo un tempo e ciò che siamo adesso attraverso i flussi di migrazione. La storia non cambia, ma solo i popoli si avvicendano nel corso del tempo”.

Ben 2 anni di rappresentazioni ci sono state modifiche?

“Lo spettacolo nel corso di questi due anni di esibizioni è cresciuto e cambiato anche nella scenografia. È un continuo divenire, perché ad ogni replica si recepisce dal pubblico le sensazioni e le emozioni che migliorano lo spettacolo”.

Il Metropolitan di Catania è l’ultima data per l’Italia. Continuerà ad essere rappresentato?

“Non ci fermeremo qui e si spera di portarlo sempre più fuori dall’italia e andare in scena nel luogo dei migranti della nostra storia”.

La collaborazione con Savatteri continuerà oltre “Camicette Bianche”?

“Ci sarà un prossimo progetto con Savatteri, riprenderemo il musicalCaravaggio la fuga” e sarò Onorio Longhi,  personaggio realmente esistito”.