Guardare oltre il sintomo: l’associazione “Stella Danzante” in prima linea nella cura dei disturbi alimentari

Guardare oltre il sintomo: l’associazione “Stella Danzante” in prima linea nella cura dei disturbi alimentari

CATANIA – Guardare oltre il sintomo, assumendo una prospettiva più ampia nell’ottica della prevenzione e della cura dei disturbi alimentari. È questo l’obiettivo del convegnoC’è tutto un mondo intorno”, organizzato dall’associazione etnea Stella Danzante, da anni impegnata in una delle sfide più complesse del nostro secolo. A fare da cornice all’evento l’Aula Magna del Presidio Ospedaliero “Gaspare Rodolico” di Catania.

Un vero e proprio invito ad accogliere la complessità dei vissuti individuali per riconoscere le molteplici strutture delle esperienze umane. A promuovere l’adozione di uno sguardo più ampio tra relazioni, corpo e società, prendendo in considerazione non solo il paziente in quanto tale, ma come individuo immerso in un contesto anche familiare, scolastico e sociale. Ma pure un’esortazione ad ampliare i propri orizzonti, concentrandosi anche su chi il disturbo alimentare lo vive “di riflesso“, come nel caso dei nuclei familiari che si ritrovano parte di un sistema che, in un modo o nell’altro, può aver contribuito all’insorgenza della patologia.

Indiscusso valore aggiunto è la partecipazione di un’ampia varietà di figure professionali, da psichiatri a dietisti, da psicoterapeuti a neuropsichiatri infantili. Testimonianza di una multidisciplinarietà che si mette a disposizione del paziente e dei suoi familiari per offrire un servizio il più completo e integrato possibile.

Guardare oltre il sintomo: il convegno di “Stella Danzante” a Catania

Moderatori dell’evento la presidente dell’Associazione, Maria Piana, e Salvatore Salerno, direttore dell’U.O. di Dietologia e Nutrizione clinica del Policlinico, oltre che del Day Hospital dei disturbi alimentari in età adulta.

Le due principali “voci” dell’incontro sono intervenute ai microfoni di NewSicilia per fare il punto su uno dei temi più attuali e critici del mondo odierno. “Sono passati 15 anni – ha esordito la dott.ssa Piana – dalla prima Giornata nazionale per la sensibilizzazione dei disturbi alimentari: qualcosa è stato fatto, ma tanto rimane ancora da fare. Noi con questo evento cerchiamo di accendere una scintilla nei giovani”. Motivo per cui, aggiunge la presidente, “ci siamo rivolti soprattutto al mondo universitario: sono presenti studenti di varie facoltà che possono essere interessati a questo tipo di cura. Il nostro intento è cercare di aumentare l’interesse per questo tipo di patologia, per la quale occorrono team multidisciplinari esperti“. Necessità sottolineata dal dott. Salerno che si è soffermato sulla natura multieziologica dei disturbi alimentari e sul conseguente bisogno di “lavorare insieme, eliminando l’Io per sostituirlo col Noi, all’interno del quale devono essere inclusi anche i nostri pazienti”.



“L’incontro di oggi? Un lancio di dadi

A focalizzarsi sul disturbo alimentare in un’ottica sistemica è stata, tra le diverse relatrici, anche la dott.ssa Maria Rosaria Juli, psicologa, psicoterapeuta e dottoressa di ricerca in psicologia clinica: “La patologia alimentare non ha a che fare esclusivamente con il cibo, ma anche con tutto ciò che c’è attorno: relazioni, sentimenti, emozioni”. Ad approfondire il concetto è stata la dott.ssa Valentina La Rosa, psicologa, psicoterapeuta e docente all’Università di Catania.

“Il titolo del convegno di oggi è ‘C’è tutto un mondo intorno‘ perché il disturbo alimentare – ha spiegato ai nostri microfoni – non va considerato come una realtà isolata che appartiene solo all’individuo che ne soffre, ma come una realtà che coinvolge tutto il sistema di vita della persona quindi anche i familiari e il contesto sociale e relazionale. È importante chiedere aiuto perché come dice un detto orientale ‘Se non lanciamo i dadi non possiamo iniziare a muoverci nel tabellone del gioco’. E quindi se vogliamo iniziare un processo di cambiamento insieme ai nostri pazienti, i dadi bisogna in qualche modo lanciarli: questo evento di oggi è un lancio di dadi che speriamo possa provocare dei cambiamenti importanti anche nei presenti”.

“Guardare dietro il sipario”

Sulla stessa scia si colloca l’intervento dello psichiatra Alessandro De Natale, dell’Asp di Catania, che ha puntato i riflettori anche sui disturbisommersi” di cui ancora non è del tutto noto l’alto tasso di incidenza nella popolazione.

Prezioso poi il contributo della dott.ssa Carmelita Russo, neuropsichiatra infantile all’ospedale di Acireale: “Da sempre chi si occupa di disturbi alimentari sa che bisogna guardare oltre il sipario, cioè tenere in considerazione il mondo da cui proviene il paziente: la sua storia, la sua famiglia, la sua infanzia, ma anche il mondo in cui vive”. Un passo fondamentale “per capire perché nasce il problema, perché si mantiene e soprattutto per trovare proprio in questa rete, in questo mondo attorno, le risorse e le giuste alleanze“.

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