Pesce illegale e sequestri record: maxi operazione della Guardia Costiera in Sicilia orientale

Pesce illegale e sequestri record: maxi operazione della Guardia Costiera in Sicilia orientale

CATANIA – Tutela della biodiversità marina e contrasto alla pesca illegale: sono questi gli obiettivi al centro dell’operazione regionale “Undersize and Swordfish”, condotta dalla Guardia Costiera sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Catania.

Un’attività articolata e capillare che ha coinvolto l’intera Sicilia orientale, con controlli estesi sia in mare che lungo tutta la filiera commerciale ittica.

Focus su pesce spada e specie “undersize”

Nel mirino dei controlli, in particolare, due ambiti sensibili:

  • il divieto di pesca e commercializzazione del pesce spada nel Mediterraneo dal 1° gennaio al 31 marzo
  • la vendita di specie ittiche sotto la taglia minima consentita

Si tratta di misure fondamentali per proteggere le specie nel loro periodo riproduttivo e garantire la sostenibilità degli ecosistemi marini.

Il fenomeno del novellame e i rischi per l’ecosistema

Particolare attenzione è stata riservata al fenomeno della pesca illegale di esemplari allo stadio giovanile, come il novellame di sarda, noto localmente come “neonata” o “mucco”.

Una pratica ancora diffusa che, oltre a essere vietata, comporta gravi danni agli equilibri biologici del mare, soprattutto nei periodi in cui le specie si concentrano sotto costa per riprodursi.

Oltre 500 controlli tra mare e terra

Il dispositivo operativo, coordinato dal Centro di Controllo Area Pesca (CCAP), ha portato a:

  • oltre 500 controlli complessivi
  • verifiche su unità da pesca, approdi e punti vendita
  • controlli lungo tutta la catena di distribuzione

Le attività in mare si sono concentrate soprattutto sull’uso regolare di reti da strascico e sciabiche, spesso impiegate illegalmente per la cattura di esemplari giovani.

Sanzioni e sequestri: numeri significativi

L’operazione ha fatto emergere numerose irregolarità:

  • 90 illeciti amministrativi contestati
  • circa 120mila euro di sanzioni
  • 23 attrezzi da pesca sequestrati
  • 1,5 tonnellate di prodotto ittico confiscato

Un bilancio che conferma la diffusione del fenomeno e la necessità di controlli costanti.

Irregolarità diffuse nella filiera commerciale

Dalle verifiche è emersa una criticità ricorrente: la mancata tracciabilità e le irregolarità nell’etichettatura dei prodotti ittici, riscontrate sia nella distribuzione all’ingrosso che al dettaglio.

A queste si aggiunge l’utilizzo di attrezzature non consentite, rilevato sia nella pesca professionale che in quella ricreativa.