Droga e telefonini nel carcere di Enna: 21 indagati

Droga e telefonini nel carcere di Enna: 21 indagati

ENNA – La Polizia di Stato di Enna, insieme al Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria di Palermo e alla Polizia Penitenziaria di Enna, ha notificato 21 avvisi di garanzia ad altrettante persone.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di utilizzo illecito di telefoni cellulari all’interno del carcere.

Indagini coordinate dalla Procura di Enna

L’operazione si inserisce nell’ambito di una più ampia attività di contrasto al traffico di droga e all’uso di dispositivi di comunicazione vietati tra i detenuti.

Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Enna – IV Sezione Antidroga e Contrasto al Crimine Diffuso, con il supporto del Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria di Palermo e del personale del reparto sicurezza della Casa Circondariale.

Il tutto sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, che ha disposto la notifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dei soggetti coinvolti, all’epoca detenuti nella struttura.

Droga e cellulari introdotti con metodi ingegnosi

L’attività investigativa ha permesso di ricostruire le modalità con cui sostanze stupefacenti e telefoni cellulari venivano introdotti illegalmente in carcere.

Tra i metodi individuati:

  • Occultamento in pacchi postali e capi di abbigliamento
  • Nascondigli ingegnosi all’interno di oggetti comuni
  • Un sistema particolarmente elaborato che prevedeva l’occultamento in palline da tennis lanciate oltre le mura del carcere

Numerosi sequestri durante l’operazione

Nel corso delle indagini sono stati effettuati diversi sequestri di:

  • Sostanze stupefacenti
  • Micro cellulari utilizzati dai detenuti

Elementi che hanno contribuito a delineare un quadro investigativo articolato e significativo.

Presunzione di innocenza

Si precisa che il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna o decreto penale irrevocabile.

Foto di repertorio