Cenere vulcanica, discusso il piano d’azione per rendere la materia di scarto una risorsa

Cenere vulcanica, discusso il piano d’azione per rendere la materia di scarto una risorsa

CATANIA – Discusso il piano d’azione per il riuso della cenere vulcanica nell’impiego di nuove risorse. L’argomento è stato esposto questa mattina all’interno del Palazzo della Regione di Catania, durante il convegno tecnico-scientifico “Riutilizzo sostenibile delle ceneri vulcaniche dell’Etna – CeVEtna”.

Il piano volto al riuso della cenere vulcanica, Colianni: “Incentivare una filiera”

Ad esprimersi sull’argomento l’assessore all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni, che ha spiegato: “Vogliamo promuovere l’attività dell’assessorato regionale e informare Comuni e aziende della possibilità di tramutare un problema in opportunità. Abbiamo predisposto le regole, con uno standard chiaro, per il riuso della cenere vulcanica che da rifiuto diventa risorsa. Lavoreremo anche a mettere in campo misure economiche a sostegno delle aziende interessate, per incentivare la creazione di una vera e propria filiera. Per chiudere il ciclo finalizzato al reimpiego, pensiamo a un albo di imprese specializzate, da costruire con i Comuni, per i quali la raccolta e lo smaltimento di questo materiale naturale sono stati sinora solo un costo, spesso non indifferente”.

A promuovere l’iniziativa il dipartimento regionale Acque e rifiuti (Dar) e il dipartimento di Ingegneria civile e architettura (Dicar) dell’Università di Catania. La cura del progetto, poi, è stata assicurata da Bernardo Agrò, dirigente dell’area Programmazione fondi europei e referente scientifico del Dar.

 

Le risorse da impiegare sul campo, possibili 147 milioni di euro da parte del Fesr

“Entro il 2035 – ha poi aggiunto Colianni – non potremo più conferire nelle discariche oltre una soglia del 10% dei rifiuti e il governo Schifani è impegnato per raggiungere questo obiettivo. Stiamo lavorando, assieme all’Ufficio speciale istituito dal presidente della Regione, per  mettere in campo una misura da 147 milioni del Fesr, dedicata alle piattaforme sul riuso e sul riciclo.

Grazie al decreto attuativo n. 8/GAB del 22 febbraio 2024, contenente le “Linee guida finalizzata al riutilizzo delle ceneri vulcaniche all’interno di cicli produttivi”, anche questo materiale potrà essere riutilizzato in agricoltura e nel comparto edilizio, alleggerendo costi e procedure di smaltimento. Su questo tema informiamo e ci confrontiamo con gli enti locali e con il mondo produttivo, con un’azione di stimolo, di lavoro comune e successivamente anche di verifica dell’attuazione, tramite Arpa. Questo è il percorso che ci consentirà di portare la Sicilia in una dimensione europea, in linea con la politica del Green Deal“.

Il commento del vice direttore Gianluca Cicala

A fare da eco anche il vice direttore del Dicar dell’Università di Catania, Gianluca Cicala, che ha preso parola: “Le attività di ricerca condotte sulla cenere vulcanica dal nostro dipartimento, col gruppo guidato dalla professoressa Contrafatto e dal professore Roccaro, hanno riguardato in gran parte i materiali per l’edilizia, ma abbiamo avuto proficui colloqui con aziende attive nell’ambito dei bitumi e anche di altri nuovi tipi di produzioni, per esempio, le fibre di basalto che ormai si stanno affermando nel mondo dei compositi come fibre green in sostituzione della vetroresina.

La filiera è già abbastanza completa, ci sono già realtà importanti che credono in questo prodotto e stanno investendo, gli attori istituzionali possono favorire questo processo con incentivi o con normative, come questo decreto di attuazione, che vanno nella direzione di trasformare le ceneri in una risorsa da impiegare in prodotti ad alto valore aggiunto, capaci di generare modelli di business innovativo”.

 

 

La promozione da parte del Parco dell’Etna per il riuso della cenere vulcanica e l’intervento di Trantino

Tra i diversi interventi, poi, anche quelli del dirigente generale del Dar Arturo Vallone, del consulente tecnico dell’assessorato Giuseppe Compagnone, del presidente del Parco dell’Etna Massimiliano Giammusso e del sindaco Enrico Trantino. Quest’ultimo ha poi sottolineato:
“Questo decreto va finalmente nella direzione che auspicavamo, individuando quali possano essere le destinazioni delle ceneri e, pertanto, consentendo un risparmio sui costi di smaltimento non indifferenti che i Comuni hanno dovuto sostenere. Dobbiamo ancora affinare alcune strategie per quanto riguarda, per esempio, la raccolta, ma intanto è un primo importantissimo passo che attendevamo da tempo“.
In conclusione Massimiliano Giammusso, presidente del Parco dell’Etna, ha offerto la disponibilità dell’ente a promuovere la misura tramite le amministrazioni locali, i cui territori rientrano nell’area protetta.