PALERMO – Chiarire la posizione giudiziaria di Luciano Airaghi, coinvolto nell’inchiesta della Procura Europea sugli illeciti nella gestione dei fondi Ue per scuole e università. Questo l’obiettivo con cui l’avvocato Alberto Zanzi, suo legale, è intervenuto sulla questione, precisando che sul suo assistito non grava l’accusa di corruzione.
“Il dottore Airaghi è indagato, esclusivamente, in relazione all’ipotesi di reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente in relazione ad un’unica fornitura di materiale informatico richiesta e ottenuta da R-Store e da altre due aziende di settore. Il contratto di fornitura (meglio di compravendita) si è regolarmente concluso, la merce è stata consegnata ed è tuttora in dotazione dell’Istituto con soddisfazione degli utenti, e il prezzo in linea con il mercato”.
“Sottolineo – ha proseguito – che il 23 febbraio il dottore Airaghi ha reso interrogatorio al Gip rispondendo a tutte le domande del magistrato, fornendo una lineare ricostruzione del fatto e respingendo ogni addebito, lo ripeto, confinato alla sola ipotesi di reato di cui all’art. 353 bis c.p.”, ha aggiunto escludendo che al suo assistito siano riconducibili ipotesi di corruzione. “Allo stesso non è contestato di aver dato, promesso o ricevuto alcuna regalia o di aver accumulato alcun tesoretto, come infatti non è”.



