AGRIGENTO – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Agrigento hanno scoperto un articolato sistema di frode fiscale che coinvolgerebbe oltre 200 imprese su tutto il territorio nazionale. Sono accusate di aver emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti per un valore complessivo superiore a 35 milioni di euro.
La maxi frode fiscale ad Agrigento. Sette società “cartiere” e oltre 2.000 fatture false
Le indagini, condotte dalla Compagnia di Sciacca, hanno consentito di individuare oltre 2.000 fatture false emesse da sette società “cartiere”. Erano intestate a prestanome e prive di reale struttura aziendale.
I documenti simulavano falsi rapporti di sponsorizzazione nel settore dei rally automobilistici, consentendo a centinaia di imprese, con sedi in regioni come Lombardia, Veneto, Lazio, Umbria e Puglia, di inserire costi fittizi nei bilanci. Veniva ridotto così il reddito imponibile e le imposte dovute.
Accertamenti bancari, intercettazioni e pedinamenti
L’attività investigativa si è sviluppata attraverso accertamenti bancari per ricostruire i flussi finanziari, analisi della documentazione amministrativa e contabile e intercettazioni telefoniche e pedinamenti.
Le indagini sono state svolte anche con la collaborazione del Reparto Territoriale dei Carabinieri di Sciacca.
Gli investigatori hanno individuato una regia unitaria dietro il sistema fraudolento. Quest’ultimo riconducibile a un cittadino agrigentino che tratteneva l’IVA delle fatture false e una commissione tra il 5% e il 14% sugli importi indicati.
Denunce, verifiche fiscali e violazioni tributarie milionarie
Le Fiamme Gialle hanno segnalato all’Autorità giudiziaria 18 persone denunciate per frode fiscale e omessa dichiarazione e 13 società segnalate per responsabilità amministrativa degli enti (D.Lgs. 231/2001)
Su sei società sono già state eseguite verifiche fiscali, mentre numerose altre imprese utilizzatrici sono state segnalate ai reparti territorialmente competenti per violazioni tributarie pari a oltre 21 milioni di imponibile e quasi 5 milioni di IVA.
Sequestri: contanti nascosti, villa e auto di lusso
Il presunto organizzatore del sistema è stato denunciato anche per autoriciclaggio, per aver reinvestito parte dei profitti illeciti in un’attività imprenditoriale nel Nord Italia.
Durante una perquisizione sono stati sequestrati 305mila euro in contanti. Di cui 225mila nascosti in mazzette sottovuoto in un’intercapedine del sottoscala.
Inoltre, su disposizione del GIP del Tribunale di Sciacca, sono stati sequestrati una lussuosa villa ad Agrigento e quattro auto di grossa cilindrata, tra cui un’Audi RS e una BMW Serie M.
Richiesta di patteggiamento per il presunto dominus della frode fiscale ad Agrigento
Il presunto dominus della frode ha già avanzato richiesta di patteggiamento in udienza preliminare, con confisca dei beni sequestrati per un valore di circa 3 milioni di euro.
L’impegno della Guardia di Finanza contro l’evasione
L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Sciacca, conferma l’azione della Guardia di Finanza nel contrasto all’evasione fiscale e all’accumulazione di patrimoni illeciti. A tutela dell’economia legale e dei cittadini.
Le immagini video
Resta fermo che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza sancito dall’articolo 27 della Costituzione.



