PALERMO – La Sicilia archivia la vendemmia 2025 con un giudizio che mette d’accordo produttori ed enologi: un’annata di qualità, grazie a un andamento del clima finalmente regolare e a un’estate mai estrema. Dopo due stagioni segnate da forti oscillazioni meteorologiche, l’isola ritrova quantità in crescita e uve che promettono vini equilibrati, identitari e territoriali. La qualità sarà una certezza.
La raccolta, come sempre la più lunga d’Italia, è durata oltre tre mesi. Si è iniziato a fine luglio in Sicilia Occidentale e si è chiuso a inizio novembre sull’Etna. Di seguito saranno condivise le considerazioni della cantine siciliane associate ad Assovini.
Sicilia Occidentale. Maturazioni regolari e punte di eccellenza
Nelle campagne di Contessa Entellina, la vendemmia è partita il 28 luglio con le basi spumante. Tempistiche più “normali” rispetto al record di anticipo del 2024.”Il ciclo vegeto-produttivo è stato regolare in tutte le nostre tenute – ha spiegato Antonio Rallo di Donnafugata – Piogge adeguate e l’assenza di caldo prolungato hanno permesso una qualità ottima, con uve in grado di esprimere pienamente i caratteri dei vitigni”.
A Menfi, l’annata è stata definita bellissima da Planeta, soprattutto nelle vigne più alte.”Ulmo, Monte Cirami e Maroccoli hanno performato in modo eccezionale grazie ai suoli freschi e alla macchia mediterranea – ha sottolineato – l’enologa Patricia Toth -. Straordinario il Grillo, al top anche Sauvignon Blanc e rossi da uve francesi. E un Grecanico di livello altissimo”.
Centro-Sud. Vini puliti, sani e dal profilo armonico
Clima fresco e piogge ben distribuite hanno caratterizzato l’area dell’agrigentino.”Le uve sono arrivate sane in cantina, senza attacchi fitopatologici – ha spiegato Giuditta Raccuglia di CVA Canicattì -. Le rosse hanno raggiunto maturazioni regolari sotto ogni aspetto. I vini sono equilibrati, con colori intensi e un profilo aromatico che trova perfetta corrispondenza al palato”.
Etna. L’altitudine premia il ciclo fenologico
Annata regolare anche sull’Etna, dove l’alternanza tra piogge e clima mite ha garantito vigne in salute dall’inverno alla vendemmia. “Uve sane, abbondanti e di grande qualità – ha descritto Serena Costanzo di Palmento Costanzo – Il Carricante in particolare mostra rese ottime e prospettive molto interessanti”.
Sud-Est. A Vittoria Frappato profumato e Nero d’Avola vibrante
Nell’areale di Vittoria, un’estate priva di eccessi ha favorito una maturazione ideale.”I Frappati già profumano di frutti rossi, i Nero d’Avola sono vibranti e snelli”, ha commentato ancora Patricia Toth.
A Noto, temporali primaverili e temperature moderate hanno giocato a favore del Moscato.”Vendemmia precoce e bellissima, con vini intensi e tipicamente netini” ha aggiunto l’enologa.
Eolie. A Lipari e Salina mineralità e struttura
A Salina e Lipari la vendemmia si è svolta senza intoppi, nonostante un’estate leggermente siccitosa. “I vini saranno più pieni in bocca, ma con buona mineralità e freschezza” ha affermato Pietro Colosi.
Per Tenute di Castellaro, il 2025 è tra le annate migliori degli ultimi anni. Lo conferma l’enologo Emiliano Falsini: “Ottima qualità della produzione, grazie al terroir vulcanico e alla gestione agronomica sostenibile”.
Pantelleria. Lo Zibibbo continua a dettare legge
A Pantelleria la vendemmia è iniziata l’8 agosto con lo Zibibbo destinato all’appassimento.”Le sedici contrade presentano microclimi diversi che allungano naturalmente la raccolta – ha spiegato Antonio Rallo -. Anche quest’anno le uve hanno espresso tutta la forza distintiva del Passito di Pantelleria”.



