A Palermo si ricorda il maresciallo Vito Ievolella, ucciso dalla mafia 44 anni fa

A Palermo si ricorda il maresciallo Vito Ievolella, ucciso dalla mafia 44 anni fa

PALERMO – La città di Palermo ha ricordato il maresciallo dei carabinieri Vito Ievolella, ucciso dalla mafia 44 anni fa in piazza Principe di Camporeale.

Mafia, Palermo ricorda il maresciallo Vito Ievolella

Alle 9,30 di questa mattina, sul luogo dell’omicidio, sono state deposte quattro corone d’alloro sulla lapide dedicata al militare. La prima da parte da parte dell’Arma dei carabinieri, la seconda dalla Regione Siciliana, la terza dall’Assemblea Regionale Siciliana e la quarta e ultima da parte del Comune di Palermo.

Erano presenti il generale di brigata Ubaldo Del Monaco, comandante della legione carabinieri “Sicilia”, il prefetto di Palermo, Massimo Mariani, il sindaco Roberto Lagalla, il generale di Brigata Luciano Magrini, comandante provinciale di Palermo, delle massime autorità civili e militari, Lucia Assunta Ievolella, figlia del maresciallo e le rappresentanze dell’associazione nazionale carabinieri.

L’attentato di Cosa Nostra

Il 10 settembre 1981 Ievolella, a bordo della propria autovettura Fiat 128 con la moglie Iolanda, in attesa della figlia, impegnata in una lezione di scuola guida, perse la vita, ucciso dai sicari di Cosa Nostra in piazza Principe di Camporeale.

All’agguato parteciparono quattro killer, armati di pistole calibro 7,65 e fucili caricati a pallettoni che, appena scesi da una Fiat Ritmo rubata, fecero fuoco. La moglie riportò una leggera ferita alla regione sopraccigliare destra. Il mezzo usato dagli omicidi è stato poi ritrovato dai carabinieri, dopo essere bruciato e abbandonato in via Caruso.

Fin da subito si capì che l’assassinio di Ievolella rientrava in un programma mafioso. L’uomo infatti, era molto noto negli ambienti investigativi dell’Arma e tra i magistrati per molteplici qualità e aspetti positivi. Alcune di queste infatti erano le capacità professionali, l’impegno e la determinazione.

L’intervento del Generale Ubaldo Del Monaco

Prima di concludere la cerimonia, il Generale Ubaldo Del Monaco, nel suo intervento, ha voluto ricordare il Maresciallo Maggiore Vito Ievolella, quale “investigatore di assoluto spessore, un servitore dello Stato che nel corso degli anni ha dato prova di grande determinazione, pervicacia e rara intraprendenza, in grado di risolvere qualsiasi delitto”, ottenendo numerosi riconoscimenti sia dalle Istituzioni sia dalla stampa locale che lo aveva ribattezzato “segugio temuto dai boss” e “specialista in casi difficili”.

Infine nel salutare, ha sottolineato che la figura del Maresciallo rappresenta “uno stimolo che deve incoraggiare e motivare il nostro agire quotidiano“.

Successivamente, alle 10, all’interno del Comando Legione carabinieri Sicilia e nella chiesa Santa Maria Maddalena, il Cappellano Militare Don Salvatore Falzone ha celebrato una messa in suffragio del caduto. A conclusione della commemorazione, è seguito un momento di preghiera e raccoglimento.