Quali sono le professioni del domani?

Quali sono le professioni del domani?

L’8 marzo, a Roma, si è tenuta la presentazione della ricerca “Donne e digital transformation: binomio vincente” compiuta da Ca Technologies, NetConsulting Cube e Fondazione Sodalitas per un gruppo di 60 aziende sparse sul territorio nazionale. Dall’indagine emerge che le migliori professioni, nell’ambito del comparto tecnologico siano: digital information officer, cyber security expert, mobile application developer, big data engineer, data scietist, data journalist e data protection officer. Tuttavia, la maggior parte di tali ruoli è ricoperta da uomini e solo il 25% delle quote rose può essere annoverato tra i big data engineer e i digital information officer. Purtroppo, come sottolineano inoltre i 225 studenti provenienti dai licei e dagli istituti professionali della penisola coinvolti nello studio, non si sente spesso parlare delle cosiddette “professioni del futuro”.

Enrico Nardelli, ordinario di Matematica all’Università di Tor Vergata e coordinatore del progetto Miur-Cini “Programma il futuro”, in merito all’incidenza dell’informatica sul settore terziario, ha dichiarato alla giornalista Cristina Casadei de Il Sole 24 Ore: «Dove è più facile inserire nuove materie, come per l’appunto l’informatica, trasferendo la cultura e cercando di far comprendere cosa significa scambiare dati o essere in Rete, i ragazzi sono più curiosi, capaci di ascoltare e sensibili ai processi di trasformazione, ma anche più propensi a divenire ‘quote digitali’ più che quote rosa».

Insomma, il professore non si limita alla distinzione di genere e sottolinea, insieme al collega Michele Lamartina, ad di Ca Technologies, che le scuole, le aziende, e il settore no profit dovrebbero collaborare di concerto per far sì che vi sia un’integrazione maggiore tra i giovani e le professioni del domani.

Alberto Molino

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