Inventata la batteria flessibile

Inventata la batteria flessibile

«Questo è un grosso passo verso dispositivi elettronici flessibili e autonomi» dichiara, in un’intervista a la Repubblica, Joseph Wang, PhD dell’Università della California a San Diego. Si tratta della prima batteria flessibile al mondo.

Lo studio, inizialmente, è stato pubblicato sulla rivista statunitense Advanced Energy Materials. Le celle galvaniche, ovvero le pile, sono state rese flessibili incorporando i principi chimico-fisici all’interno di un materiale super elastico parente di gomma e polistirolo, l’isoprene. La sostanza, dalle straordinarie caratteristiche, è nota ai ricercatori come SIS e consente alle stilo di allungarsi per circa il doppio della loro dimensione, senza tuttavia danneggiarsi.

Per stampare sul polimero i materiali conduttori di elettricità, zinco e ossido di argento, resi ricaricabili tramite un processo di ionizzazione, occorrono solo 0.50 dollari contro i 5 dollari che servono nel normale processo industriale per le attuali pile in commercio. Tuttavia, la capacità di ricarica è ancora scarsa; il team, infatti, sta lavorando per estenderla. Al momento, le batterie create dal professore Wang riescono ad alimentare un LED da 3 Volt. Tra pochi mesi i test per dare energia a celle a combustibile e altri dispositivi elettronici.

Josph Wang

 

«Un giorno – ha affermato Wang – la nostra batteria potrà essere utilizzata per sensori solari, pannelli fotovoltaici e tanto altro. Certo, siamo ancora lontani da una prima commercializzazione, ma i risultati ottenuti ci fanno ben sperare. Da quando Alessandro Volta inventò la prima, nel 1799, avere una batteria flessibile, elastica, ricaricabile e dalle ridotte dimensioni è sempre stato il sogno di molti ricercatori e di tante persone. Speriamo presto possa diventare realtà».

Alberto Molino

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