Siracusa, terremoto in società: Cutrufo vuole lasciare, poi ci ripensa

Siracusa, terremoto in società: Cutrufo vuole lasciare, poi ci ripensa

SIRACUSA – Un fiume in piena il presidente del Siracusa Calcio, Gaetano Cutrufo, che, sulla pagina Facebook della società, ha deciso di voler consegnare la società al sindaco della città. Decisione riconducibile a uno striscione comparso in città, dove il presidente Cutrufo viene accusato di speculazione ai danni di anziani e bambini.

“Non ho alcuna intenzione di subire oltraggi o insulti. Se la mia gestione del Siracusa a qualcuno non va bene sono pronto a consegnare la squadra al sindaco. Chi dovrebbe vergognarsi è il manipolo di anonimi che mi ha attaccato invitandomi a vergognarmi. Ma io dovrei vergognarmi, semmai, perché sottraggo risorse economiche ai miei figli. Vedere una partita al Nicola de Simone costa tra i 3,5 euro e i 13 euro a settimana. Questo consentono le tariffe che abbiamo stabilito. Se qualcuno non sa farsi due conti o ritiene che siano soldi spesi male noi francamente non possiamo farci assolutamente nulla. Qualche giorno addietro ho ricevuto una lettera garbatissima da un tifoso che mi spiegava che lo scorso anno aveva sottoscritto due abbonamenti di tribuna e 4 ridotti (due anziani e due bambini) spendendo 812 euro. In media ognuno di quei 6 spettatori pagava 8 euro per un posto in tribuna Siringo. Quest’anno, se decideranno di riconfermare l’abbonamento, pagheranno 11 euro a partita. Lo scorso anno per quel pacchetto a Foggia avrebbe speso 1.770 euro, a Catania 1.300 anche a Francavilla avrebbe speso di più: 900 euro. Questi sono i numeri. Sostenere che speculo sugli anziani e sui bambini dà veramente il voltastomaco. Non mi sarei aspettato nulla del genere dopo gli enormi sacrifici che abbiamo fatto per portare il Siracusa dal nulla fino agli spareggi per la Serie B. In tanti in questi anni mi hanno chiesto chi me lo facesse fare, ma sono sempre stato convinto che era bello fare qualcosa per la propria città. Per la prima volta non ne sono così convinto”.

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Poco dopo è arrivato il passo indietro del presidente Cutrofo, il quale ha nuovamente dichiarato su Facebook che è stato “un momento di rabbia profonda, un’accusa ingiusta. Ma voglio ascoltare le parole di chi mi ha detto di non darla vinta a quanti vogliono distruggere il Siracusa Calcio. Non sono mai fuggito dalla critiche ma non posso sopportare queste infamie. Ad ogni modo pensiamo ad andare avanti. Ma mi auguro sinceramente che chi ha scritto quello striscione abbia la coerenza di non mettere piede allo stadio. Non sentiremo la loro mancanza. Queste non sono parole mie ma di mia figlia che ha 10 anni e si è resa conto con me che si tratta di stupidi”.

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