Rivoluzione FISE: il candidato Di Paola analizza il “nobile” sport

Rivoluzione FISE: il candidato Di Paola analizza il “nobile” sport

CATANIA – “Bisogna fare una giusta distinzione tra ippica ed equitazione perché tra esse esiste la stessa differenza che intercorre tra le stalle e le scuderie”. Parla così Marco Di Paola, imprenditore romano candidato alla presidenza Fise 2015 (Federazione Italiana Sport Equestri).

Le discipline che appartengono alla prima categoria citata sono le corse, il galoppo e il trotto mentre il salto a ostacoli, il dressage, fondo salto a ostacoli fissi afferiscono all’equitazione.

“Noi intendiamo il cavallo come un vero e proprio atleta – afferma Di Paola -. Lo rispettiamo come animale e non lo consideriamo un semplice mezzo”.

Per l’imprenditore bisognerebbe dare allo sport una connotazione moderna e riconoscerlo come un prodotto di massa.

Ma allora quanto costa praticare sport equestri? Nel passato potevano permettersi tali discipline solo i nobili, oggi i costi sono più competitivi?

Stando a quanto afferma Di Paola oggi sono quasi 60 mila i bambini che si sono avvicinati alla pratica delle discipline in questione grazie agli abbonamenti decisamente economici che le federazioni permettono. 

In previsione delle elezioni del 30 marzo, per la presidenza della Fise, Di Paola ha parlato del suo programma.

Per ciò che concerne, infine, il mondo dell’equitazione in Sicilia Di Paola pur sottolineando l’esistenza di eccellenze isolane in tale disciplina ha rinvenuto la causa della poca diffusione nella mancanza della cultura dello sport ludico.

Andrea Lo Giudice – Vittoria Marletta

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