Debutto al Metropolitan di Catania di Antonio Albanese. Sold out per l’attesissimo spettacolo tris

Debutto al Metropolitan di Catania di Antonio Albanese. Sold out per l’attesissimo spettacolo tris

CATANIA – Il comico, cabarettista, regista e scrittore di Lecco Antonio Albanese, nato da genitori originari di Petralia Sottana (in provincia di Palermo), torna in Sicilia dopo tanti anni: un’occasione per passare una serata all’insegna delle risate e dell’ironia.

Si intitola “Personaggi” il nuovo spettacolo di Antonio Albanese e Michele Serra scritto con Piero Guerrera, Enzo Satin e Giampiero Solari che è anche il regista, uno show che riunisce alcuni tra i personaggi più noti creati dalla fantasia dell’artista per raccontare il presente attraverso un filo conduttore comune: l’Umanità.

La realtà del nostro presente diventa quindi teatro attraverso Epifanio l’Ottimista, il Sommelier, Cetto La Qualunque, Alex Drastico, Perego e Il ministro della paura, che diventano i prototipi della nostra società: personaggi che si ritrovano nel vicino di casa, nell’amico del cuore e in noi stessi. E la ‘sua isola non lo tradisce’, anzi gli mostra sin da subito grande affetto e calore.

“Vorrei che dopo un mio spettacolo tutti si sentissero un po’ meno soli, un po’ più allegri, un po’ più forti, vorrei abbracciarli tutti. La risata è un abbraccio, un bisogno che ci sarà sempre“ dice Albanese.

Sono figure che in questi anni abbiamo imparato a conoscere e ad amare, dove la nevrosi, l’alienazione, il soliloquio nei rapporti umani e lo scardinamento affettivo della famiglia, l’ottimismo insensato e il vuoto ideologico contribuiscono a tessere la trama.

Una galleria di anti-eroi che svelano un mondo fatto di ossessioni, paure, deliri di onnipotenza e scorciatoie, ma dove alla fine anche la poesia trova posto. Antonio Albanese è diventato un tutt’uno coi suoi personaggi comici, capace di cesellare anche ruoli drammatici e malinconici, ma c’è sempre qualcosa che richiama le sue origini, orgogliosamente proletarie “Vengo da una famiglia operaia che ringrazierò a vita per i valori, perché mi ha fatto scoprire quei fondamentali che non sempre appartengono alle generazioni giovani di oggi”, ha detto.

“Ho cominciato a lavorare a 15 anni, mi dovevo mantenere, ho fatto l’imbianchino, il cameriere, per concludere l’Accademia (Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano) e abbracciare questo lavoro e lasciare il certo per l’incerto di questo mestiere. Quei lavori mi hanno reso indipendente”.

Oggi è per molti Cetto La Qualunque, politico corrotto calabrese, fondatore del Partito du Pilu. Adesso compie 50 anni, portandosi dietro alcuni dei suoi volti cinematografici spesso nati in teatro o in Tv. La vera esplosione è nel programma Mai dire gol condotto dalla Gialappa’s Band lo lancia come il telecronista-ballerino Frengo, ultrà del Foggia e appassionato della filosofia di Zeman, e come Pier Piero, giardiniere interista e gay di casa Berlusconi.

Lo spettacolo “Personaggi” riunisce alcuni tra i volti creati da Antonio Albanese: dall’immigrato che non riesce a inserirsi al Nord, all’imprenditore che lavora 16 ore al giorno, dal sommelier serafico nel decantare il vino, al candidato politico poco onesto, dal visionario Ottimista “abitante di un mondo perfetto” al tenero Epifanio e i suoi sogni internazionali.

“Ho avuto la fortuna di essere nato al nord da genitori del Sud – ha dichiarato Antonio Albanese – in questo modo posso raccontare l’Italia in lungo e in largo, perché la conosco molto bene. Conosco il Sud povero e lo amo, così come posso di dire di provare le stesse emozioni per il Nord, che ha dato la possibilità ai miei genitori di diventare una famiglia”.

In scena andranno appunto uomini del Sud e del Nord, uomini alti e bassi, grassi e magri, ricchi e poveri, ottimisti e qualunquisti con difetti, abitudini e tic. Durante lo spettacolo seguito da lunghi e continui applausi ha interpretato brillantemente: Ing. Ivo Perego, che si ispira allo stereotipo dell’industriale della Brianza dedito solo al lavoro. È sposato ma non vede sua moglie dal tempo dell’unica sua vacanza, fatta a Sharm el-Sheikh, in una notte in cui concepì suo figlio Manuel che da grande diventerà un tossicodipendente.

Ha un capannone enorme di Eternit, in cui produce Eternit. La sua segretaria Mulan è di origine orientale. Epifanio, invece, è un personaggio timido e gentile, adora una piantina di valeriana che porta sempre con sé in un vaso.

Vivace e ben seguito il Ministro della Paura “Una società senza paura è come una casa senza fondamenta e, seguendo correttamente questo stato d’animo, io aiuto il mondo a mantenere ordine…” e continua “sosteniamo il Paesello”, non mancano le annotazioni artistiche e dipinge la famiglia di oggi in maniera molto concreta Attesissimo lo sketch “Cetto La Qualunque” politico calabrese corrotto, perverso e depravato, che ha un grande disprezzo verso la natura, la tradizione e le donne.

Si pone come grande innovatore e promette sempre ai suoi potenziali elettori grande abbondanza di pilu (termine dialettale – letteralmente pelo – usato come sineddoche per indicare sessisticamente le donne).

Le sue promesse sono mirabolanti e riscuotono sempre scroscianti applausi da parte del pubblico, che in particolare si esalta quando il politico assicura che ci sarà abbondanza di belle donne: il suo slogan elettorale è infatti “Cchiù pilu pi tutti” Sue celebri frasi sono: “I have no dreams, ma mi piace ‘u pilu!”, chiaro riferimento al discorso I Have a Dream di Martin Luther King.

Chiude la serata Antonio Albanese con una delle sue gag più popolari: il Sommelier, vestito con grembiule nero e al collo il tastevin, che osserva, fa roteare e annusa un calice di vino. Al termine della lunga degustazione, con appropriato sottofondo musicale, il sommelier pronuncia, da esperto, frasi scontate come è rosso, oppure è vino o, alla fine dell’assaggio, è finito.

LELLA BATTIATO

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