Una vergogna la campagna diffamatoria contro la Fondazione Omceo

Una vergogna la campagna diffamatoria contro la Fondazione Omceo

Nonostante l’ennesima apertura al dialogo per superare le eventuali altre criticità sulla Fondazione Omceo Sicilia e l’invito a sedersi attorno a un tavolo concordato con i segretari regionali di Cgil Fp medici dipendenti – Cgil Fp medicina generale, Cisl Medici, Anaao, Cimo, Aaroi, Filas medici Palermo, all’appuntamento del 12 aprile non si è presentato nessuno. Confermando ancora una vola che la vile campagna diffamatoria contra la nuova struttura, nasconde il vero bersaglio: l’affidamento della ‘Scuola di formazione specifica di Medicina generale’ all’Ordine dei medici di Palermo per renderla meglio organizzata, piuttosto che all’Università, attorno alla quale ruotano forti interessi.

Come spesso accade in Sicilia, ciò che dovrebbe essere motivo di orgoglio si trasforma in terreno di scontro per scopi personali, che nulla hanno di nobile. Senza scrupolo e confidando nella buona fede dei medici siciliani, ignari sulla veridicità delle informazioni contenute nei comunicati diramati, si continua a mortificare un’intera categoria professionale, con la speranza che screditando la Fondazione e l’istituzione ordinistica siciliana, l’assessorato regionale alla Salute revochi all’Omceo di Palermo l’affidamento della Scuola.

Ma andiamo con ordine. Per comprendere gli attacchi feroci e le false informazioni diffuse, è bene innanzitutto sapere con chiarezza cos’è la Fondazione Omceo Sicilia e i motivi per cui viene artatamente tirata in ballo assieme alla Scuola di medicina generale, pur non essendoci alcuna relazione. Sintetizzando, la Fondazione (per i cui organismi non sono previsti compensi) raggruppa i nove Ordini dei medici siciliani ed è stata pensata per ridare impulso alla ricerca scientifica e alla formazione, creando in questo modo nuove opportunità destinate a tutti i professionisti iscritti ai rispettivi ordini di categoria, collegi o associazioni sanitarie, con un occhio più attento alle nuove generazioni.

Questo è lo stato dell’arte. Eppure, in malafede è stata fatta passare l’equazione Fondazione uguale Scuola di formazione specifica in Medicina generale. È stato scritto: “Troppi interessi ruotano attorno alla formazione specifica di medicina generale: docenze e tutorati retribuiti, incarichi di coordinamento retribuiti”, sottolineando “il pericolo che si crei un monopolio degli Ordini dei medici sulla formazione professionale”.

Due informazioni false in sola dichiarazione sono imbarazzanti. La Fondazione infatti non ha nulla a che vedere con la Medicina generale perché i corsi dei tre poli didattici (Palermo, Messina e Catania) sono stati affidati esclusivamente all’Omceo di Palermo con decreto dell’assessorato alla Salute, perciò non potrà mai esserci un monopolio degli Ordini. La seconda notizia fuorviante attiene alle competenze. L’accordo siglato, che formalizza una collaborazione avviata da almeno una decina d’anni, affida all’Omceo soltanto gli aspetti organizzativi e didattici della Scuola, cioè le stesse attività che nei fatti svolge da almeno una decina d’anni. Docenti e tutors vengono individuati come sempre dai rispettivi albi istituiti dalla Regione sotto la vigilanza del consiglio di direzione, di cui fanno parte rappresentanze mediche ordinistiche e figure istituzionali del dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico (Dasoe). Tutto il resto, bandi di concorso, graduatorie, commissioni e borse di studio, resta in capo all’amministrazione regionale, che avrà il controllo dell’intero sistema.

Sempre secondo le dichiarazioni diffuse, la gestione formativa costerebbe alla Regione qualcosa come 450mila euro, mortificando e confinando così l’Ordine tra gli enti ‘acchiappasoldi’ pur sapendo che la cifra indicata è solo una stima orientativa, ma che in assenza di un dato certo deve essere necessariamente calcolata e inserita per legge nel bilancio di previsione. Inoltre si tratta di una spesa vincolata perché le somme in parte verranno anticipate sulla base di quanto previsto, il resto verrà erogato secondo giustificativi rigorosi della spesa. Solo a titolo di esempio, tra tutoraggio e docenze, retribuiti come sempre secondo la normativa regionale, la spesa ammonterà a più di 200mila euro.

Ma per comprendere fino in fondo la portata delle notizie distorte sulla Fondazione, è necessario sapere che per superare alcune criticità sono stati già accolti nello statuto tutti i contributi di chi oggi continua a puntare il dito. Ciò nonostante le maldicenze continuano e si diserta un incontro (falsamente) concordato, strumentalizzando con disonestà medici, cittadini, sindacati e politici, ignari del vero obiettivo: riaprire il dibattito (nazionale) affinché i corsi di formazione in Medicina generale si trasformino a pieno titolo in un diploma di specializzazione universitaria, così da potere accedere alla docenza senza alcuna legge istitutiva che dia garanzie a tutte le parti in campo, ovvero la corretta formazione dei medici, da cui dipende la salute dei cittadini.

Insomma, unico obiettivo: fare carriera. È questa l’ambizione mascherata di chi oggi scredita sul nascere un progetto importante come la Fondazione e la credibilità dell’istituzione ordinistica. Un’aspirazione legittima, rintracciabile facilmente nel web nell’emendamento Crimì naufragato, su cui Federazione nazionale e governo centrale hanno espresso dall’inizio forti perplessità per le mire di chi nell’ultimo anno, a colpi di emendamenti alla finanziaria, voleva trasferirla all’università, rendendola terreno fertile di interessi anche personali. A riprova, l’incontro chiesto all’assessore alla Salute, Baldo Gucciardi, dalle due associazioni e da alcune sigle sindacali perché revochi all’Ordine l’affidamento dei corsi di medicina generale.

Cosa ancora più grave è che a muovere le fila della diffamazione mediatica siano principalmente due associazioni professionali (Aim e Sigm), che non hanno alcun vincolo di responsabilità sociale perché non sono sindacati e neppure società scientifiche. Cercando di destabilizzare l’Ordine a tutto campo e facendo proselitismo qua e là, hanno ottenuto il sostegno di Cgil Fp medici dipendenti e medicina generale, Cisl Medici, Anaao, Cimo, Aaroi, Filas medici Palermo, che oggi probabilmente dimenticano il loro ruolo nei confronti dei propri iscritti.

Vorrei ricordare che la Sicilia, insieme alla provincia autonoma di Trento, è la seconda regione d’Italia ad avere ottenuto la gestione didattica della Scuola. Questo grazie ai risultati ottenuti dall’Omceo di Palermo, che mi onoro di presiedere con il solo obiettivo di ridare centralità all’istituzione ordinistica affinché torni ad essere in un momento di crisi dei punti di riferimento tradizionali, come negli anni ‘50 e ‘60, la vera casa comune dei medici, soprattutto per i più giovani che scappano dall’Isola alla ricerca di un’occupazione. Le stesse finalità su cui stanno lavorando altre Regioni, come la Toscana, la Puglia, il Friuli e la Liguria, che attraverso loro esponenti, per le vie brevi, hanno chiesto alla Sicilia di coordinare un tavolo per condividere il suo know how.

La Fondazione è un ulteriore arricchimento, oltre che un progetto pilota in Italia. Non è ancora nata e già altri Ordini mostrano il loro interesse, a cominciare dal presidente dell’Omceo fiorentino Antonio Panti. Dovremmo esserne orgogliosi. Domani, 20 aprile, l’ultima parola passerà all’assemblea degli iscritti, che si esprimeranno in maniera definitiva.

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