Ai medici servono regole più chiare per la gestione dei farmaci

Ai medici servono regole più chiare per la gestione dei farmaci

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Una corretta gestione dei medicinali assicura la loro integrità ed efficacia, favorendo la prevenzione dei rischi legati alla loro conservazione e al loro trasporto. Si legge spesso di sequestri di enormi quantità di farmaci perché non rispondenti alle prescrizioni di legge sulla loro conservazione e il loro trasporto. Accade così che arrivino sui banchi delle farmacie medicinali deteriorati perché spesso certi trasportatori, in alcuni casi anche abusivi, violando le regole mettono a rischio non soltanto l’efficacia di un farmaco ma anche la salute dei cittadini. Il problema della qualità della detenzione e del trasporto investe però anche i medici, che sono autorizzati a tenere scorte di medicinali, ma senza regole chiare. Ad oggi infatti sono solo le loro buone pratiche ad assicurarne l’integrità perché l’intera normativa è frammentata, non esaustiva e con continui rimandi ad altre norme.

La circolare ministeriale del 2000 ad esempio specifica che sono tenuti al rispetto rigoroso delle condizioni di conservazione e di trasporto “tutti gli operatori, trasportatori compresi”. Sarebbe opportuno intervenire con una normativa più chiara e declinata ai medici, che semplifichi le tante disposizioni vigenti e “generali” indirizzate principalmente ad altre figure del sistema sanitario. Non si può affidare alla discrezionalità del professionista la valutazione di una gestione ottimizzata dei farmaci per assicurarne qualità e sicurezza. Questo a tutela della salute e del medico, che può inconsapevolmente incappare in sanzioni.

Sull’argomento è intervenuta anche l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), diffondendo un vademecum su come conservare e trasportare i farmaci affinché non si alterino, soprattutto, con l’arrivo del grande caldo estivo. Che i campioni di farmaci in possesso dei professionisti non debbano contaminare né essere contaminati da altri prodotti e non debbano essere sottoposti a calore diretto o all’umidità perché possano rappresentare un pericolo per la sicurezza o l’efficacia dei farmaci sono tutte buone pratiche già “contenute” nel buon senso di ogni medico. Ma ciò che necessita ora è disporre di indicazioni chiare, condivise e soprattutto semplificate.

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