Egadi e Licata: allarme e protesta popolare per le trivellazioni in mare

Egadi e Licata: allarme e protesta popolare per le trivellazioni in mare

FAVIGNANA –  Si registra un vero e proprio movimento popolare contro l’ipotesi di effettuare trivellazioni anche nel mare delle isole Egadi. Per il sindaco di Favignana, Giuseppe Pagoto, occorrerebbe cambiare la politica energetica basata sullo sfruttamento dei giacimenti sottomarini e puntare invece su energie alternative e compatibili con l’ambiente.

A Licata la nave di Greenpeace sta protestando contro le trivellazioni previste in quello specchio di mare. Un vero e proprio movimento NO TRIVELLE ormai sta cercando di sensibilizzare opinione pubblica ed amministratori contro questa dissennata e superata iniziativa che rischia di pregiudicare la salute del mare. Anche Green Italia, con Fabio Granata, si è schierata contro.

Decisa posizione ha preso Giulia Grillo, la parlamentare nazionale di M5S: “L’ipotesi di portare le trivelle nelle isole Egadi è fuori da ogni logica: non possiamo permettere lo scempio di una delle coste più belle della Sicilia ed è per questo che io, così come i miei colleghi di movimento, faremo di tutto per impedire che ciò avvenga”.

Giulia Grillo contesta il decreto Renzi che cancella il divieto, previsto da una legge del ’91, di ricerca di idrocarburi nel golfo di Napoli, di Salerno e nelle isole Egadi (in seguito è stato aggiunto anche il golfo di Venezia).

Per questo motivo il M5S ha presentato un “decreto ombra” nel quale ha evidenziato come sia più opportuno investire nelle energie alternative avviando una vera e propria riqualificazione ambientale: “solo così possiamo generare davvero posti di lavoro e nel contempo salvaguardare l’ambiente, le trivelle non creano occupazione”, puntualizza la deputata del M5S che aggiunge: “non posso accettare da siciliana e da italiana che con un colpo di spugna il Governo Renzi cancelli una legge che blinda le coste più belle e più pregiate della Sicilia aprendo invece la strada alle trivellazioni. Vorrei ricordare che proprio nelle isole Egadi ricade una delle più grandi aree marine protette: ci sarà un motivo per cui si cerca di tutelare questo patrimonio che il Governo vorrebbe distruggere per sempre. Non mi pare questo un buon esempio di tutela del territorio e dell’ambiente”.

La parlamentare del Movimento 5 Stelle invita tutte le istituzioni nazionali e locali ad alzare la voce e a non restare in silenzio di fronte all’ennesimo abuso che subisce la Sicilia: a ribellarsi dovrebbe essere Crocetta e il suo esecutivo nonché il primo cittadino delle Egadi e la sua amministrazione anche se ad ora non è giunta nessuna indignazione.

“Mi unisco a quanto stanno proponendo di fare i colleghi deputati siciliani: se servono le barricate, le faremo”, conclude l’on. Giulia Grillo che ricorda che gli attivisti delle Egadi stanno lanciando una petizione on line e si stanno mobilitando assieme a quelli di Pantelleria per cercare di correre ai ripari.

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