Acido folico: prima, durante e dopo la gravidanza

Acido folico: prima, durante e dopo la gravidanza

Giuseppe_Ettore

Acido folico e folati sono vitamine del gruppo B, note anche con il nome di vitamina B9.

I folati sono composti naturalmente presenti negli alimenti e solo parzialmente prodotti dall’organismo, mentre l’acido folico è la molecola di sintesi presente nei supplementi vitaminici e negli alimenti arricchiti con queste vitamine. L’acido folico si trova in abbondanza in alcuni alimenti, come le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi e lattuga), gli agrumi (come le arance), i legumi, i cereali, frutta come kiwi e fragole, frutta secca (come mandorle e noci). Per quanto riguarda i cibi di origine animale, il fegato e altre frattaglie hanno contenuti piuttosto elevati di folati, come pure alcuni formaggi, da consumare però in porzioni limitate e non frequenti.

Anche le uova hanno buoni contenuti in folati, ma il consumo massimo consigliato è di 2-3 volte alla settimana. L’acido folico e i folati sono coinvolti nella sintesi di molecole importanti come il DNA, l’RNA e le proteine; sono essenziali per tutte quelle cellule che nel nostro organismo vanno incontro a processi di differenziazione e rapida proliferazione, come ad esempio le cellule del sangue e della pelle e sono particolarmente importanti durante la formazione dell’embrione, quando si sviluppano e si differenziano i primi abbozzi degli organi.

La carenza di queste vitamine può determinare forme di anemia e aumentare il rischio di gravi malformazioni fetali, come i difetti del tubo neurale (tra cui spina bifida, anencefalia e encefalocele) ed altre malformazioni, in particolare alcuni difetti congeniti cardiovascolari, malformazioni delle labbra e del palato (labiopalatoschisi), difetti del tratto urinario e di riduzione degli arti. Secondo il sistema di sorveglianza europeo delle anomalie congenite EUROCAT (European surveillance of congenital anomalies) ci sono, in media, 20 casi di malformazioni congenite ogni 1.000 nati.

Un’alimentazione ricca in frutta, verdura e legumi, contenenti folati, può contribuire a ridurre l’incidenza delle malformazioni congenite, ma la sola alimentazione non è sempre sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano in folati e, se si programma una gravidanza, è opportuno integrare la dieta con compresse di acido folico. Numerosi studi hanno dimostrato che un’adeguata assunzione di acido folico è efficace nella prevenzione primaria dei difetti del tubo neurale e di altre malformazioni congenite permettendo una riduzione del rischio fino al 70%.

Il fabbisogno quotidiano di acido folico è normalmente assunto con una dieta ricca di frutta e verdura fresca.  Durante il periodo peri-concezionale (da 2 mesi prima del concepimento ai primi 3 mesi di gravidanza inclusi) il fabbisogno di acido folico aumenta.
Queste le dosi di acido folico raccomandate:

Prima di una gravidanza: per ridurre il rischio di malformazioni congenite come spina bifida, anencefalia e encefalocele, è necessario che la donna assuma 0,4 mg/die di acido folico, sotto forma di supplementi, mentre sta programmando una gravidanza (almeno 2 mesi prima).

Durante la gravidanza: il fabbisogno giornaliero di folati aumenta per la donna in gravidanza a 0,6 mg/die, dal momento che il feto attinge alle risorse materne per il proprio sviluppo. Pertanto l’assunzione di acido folico deve continuare almeno fino al terzo mese di gestazione.

Durante l’allattamento: il fabbisogno giornaliero per una mamma che allatta è di 0,5 mg di folati, per ripristinare le perdite che avvengono con il latte materno.

In presenza di particolari condizioni di rischio: le donne con precedenti gravidanze in cui sono stati riscontrati difetti del tubo neurale (come spina bifida, anencefalia e encefalocele) oppure con storia familiare di malformazioni congenite, donne in terapia con farmaci antiepilettici o con antagonisti dell’acido folico, donne con aborti ripetuti o con particolari malattie quali diabete, celiachia e patologie gastrointestinali, dovrebbero aumentare sino a 4-5 mg al giorno il dosaggio di acido folico peri-concezionale.

Per soddisfare il fabbisogno giornaliero di acido folico, al di fuori della gravidanza, è sufficiente un’alimentazione equilibrata. L’integrazione di acido folico attraverso i farmaci va, infatti, riservata a particolari fasi della vita.

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha inserito l’acido folico in fascia A cioè in regime di esenzione. Pertanto è sufficiente la prescrizione su ricetta rossa da parte del medico curante per acquistare questa vitamina pagando solo il ticket previsto dalla propria Regione.

Occorre però attenersi alle quantità indicate dal proprio medico curante, e fare attenzione agli eccessi di assunzione dovuti molto spesso all’ abuso che viene fatto di integratori alimentari e di alimenti arricchiti di queste vitamine (es. cereali per la prima colazione, succhi di frutta, ecc). Nel 2005 l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato l’immissione in commercio di un centinaio di nuovi farmaci rimborsati dal Servizio sanitario nazionale, tra i quali due prodotti con il dosaggio raccomandato di 0,4 mg di acido folico “per la profilassi dei difetti dello sviluppo del tubo neurale in donne che stanno pianificando la gravidanza”.
Tale scelta ha rappresentato un riconoscimento istituzionale dell’efficacia di questa sostanza nella prevenzione di difetti congeniti e un aiuto alle azioni di sanità pubblica volte alla promozione della salute.

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