AALIYAH… piccola, grande stella!

AALIYAH… piccola, grande stella!

Aprile 2017. Ormai, inghiottiti dall’era della tecnologia, tutti più o meno, siamo diventati delle celebrità, anche soltanto per pochi minuti di registrazione, che impazzano, col nostro bel viso, sui social. E che dire poi dei “talent”? Tutti artisti. Ma ci chiediamo, sarà veramente così? È mai possibile che tutti siamo bravi a presentare, a ballare o meglio ancora a cantare? Eppure i veri talenti esistono e sono quelli che, nonostante il tempo trascorra inesorabile, restano lì immutati, intoccabili, come stelle che brillano nel firmamento e il tempo stesso sa che non può più batterli, perché loro vivranno in eterno.

Ci viene in mente la grandezza che è stato e che è ancora Michael Jackson, stella inarrivabile della musica pop, eccellente “marchingegno” creato e mandato da DIO sulla terra per mostrarci come si fa e cos’è veramente la musica, la performance, il ballo, linguaggio del corpo indiscutibile e misterioso. O come non ricordare Whitney Houston, che, oltre alla straordinaria bellezza, ha incantato tutti con la sua voce splendida e possente che, a dire il vero, a tutt’oggi ci chiediamo da quale dimensione arrivasse.

Eppure anche negli anni 80 c’erano i “talent show”. E dall’edizione di “star search” del 1989 sono passati ben 28 anni da quando fu annunciata la nascita di una nuova stella, piccola, aveva solo 10 anni, ma già promettente. Aaliyah Dana Haughton, nata a New York il 16 gennaio 1979, conosciuta poi nel mondo della musica col nome di Aaliyah è una che di luce ne ha lasciata tanta, persino il destino era dalla sua parte. E lo sapeva bene persino la sua zia “madrina” acquisita Gladys Knight che da subito la introdusse nel suo coro durante le sue tournèè.

Detto fatto. Nel 1994 a soli 15 anni era già una stella della muisca R&B con la pubblicazione del suo primo album “Age ain’t nothing but a number”, disco che vide R. Kelly come autore e produttore di quasi tutti i testi. Ma se gli anni passano e il ticchettio continuo dell’orologio cambia non solo il mondo che ci circonda ma anche noi stessi, Aaliyah cambia in meglio. Diventa una donna dallo sguardo dolce e sensuale, la sua voce “setosa” come la definirono in molti tabloid. Persino il ritmo si fa più travolgente, il sound più accattivante, i movimenti del corpo ricordano il ballo universale che tutti noi conosciamo senza aver letto alcun manuale d’istruzione, che è quello dell’amore.

Aaliyah sembra aver capito che l’R&B è molto più di una musica, è uno stile di vita, che prevede come unico ingrediente la sensualità e una preghiera profonda e mistica che trasporta in dimensioni eteree, là dove anche Dio sembra essere divenuto uno di noi. L’album “One in a million” la consacrerà al mondo intero come una delle maggiori star soul. Insieme a lei trionfa il ritmo, la musica e non solo. Trionfa anche l’amicizia, quella vera, che dura nel tempo, grazie ad amici come Timbaland e Missy Elliott che oltre a collaborare con lei non l’hanno mai abbandonata neanche nella lunga cerimonia che portò il feretro di Aaliyah alla sua ultima fermata, dopo quel maledetto incidente aereo che le costò la vita il 25 agosto 2001.

Aaliyah

Ricordo ancora la mia espressione quando al tg ne appresi la tragica notizia, ero scolvolta. Quel destino che tanto l’aveva amata e aiutata adesso se la riportava indietro per chissà quali altre strade, quali altre mete. A noi tutta l’emozione in una lacrima che scende giù sulle note di “More than a woman”, per ricordarci che lei era davvero molto più di una donna, ora è un angelo.

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