Tagli ai maxi stipendi dell’Ars? Ai “poveri” stenografi solo 204 mila euro!

Tagli ai maxi stipendi dell’Ars? Ai “poveri” stenografi solo 204 mila euro!

PALERMO – Lavorare a Palazzo dei Normanni è come fare 13 al totocalcio. Questo vale sia per i deputati regionali sia per i funzionari. Basta pensare che gli assistenti parlamentari del parlamento isolano, dopo 25 anni di carriera, arrivano a guadagnare stipendi intorno ai 117mila euro l’anno.

In tempi di austerity e di pesante crisi economica il palazzo – sarà anche per l’avvento dei grillini – ha deciso di dare una sforbiciata ai maxi compensi. I tagli entreranno in vigore dal 2015, ma garantiranno in ogni caso un tenore di vita da nababbi ai dipendenti dell’Ars.

Nella giornata di ieri è stato raggiunto un accordo tra il consiglio di presidenza e i sindacati, firmato da Osa Ars, Uil Ars, Sada e Saap. Le trattative, lunghe ed estenuanti, interessano oltre 200 inquilini del palazzo più ambito della Sicilia.

Sul punto è intervenuto il deputato questore Paolo Ruggirello: “Qualcuno potrebbe obiettare che questi tetti siano superiori a quelli del Senato. Ma la realtà è un’altra. I limiti fissati da Palazzo Madama andranno raggiunti nel corso dei tre anni. Noi interveniamo subito. E non solo, quelle cifre sono chiare e non esistono sotterfugi. Al Senato, il tetto reale, tra contributi vari, sarà di gran lunga maggiore”.

“Per questo accordo, che mi lascia molto soddisfatto – aggiunge il deputato – voglio ringraziare il nuovo segretario generale, le sigle sindacali che hanno dimostrato grande senso di responsabilità, il presidente Ardizzone che mi ha affidato la delega per affrontare la questione. L’accordo adesso andrà ratificato in Consiglio di presidenza”.

Con i nuovi limiti imposti uno stenografo guadagnerà al massimo 204 mila euro lordi, mentre l’omologo del Senato avrà un fisso di 172 mila euro. Stesse sproporzioni riguardano la figura dei segretari parlamentari che guadagneranno 193 mila euro e i colleghi del Senato si fermano a 166 mila.

I dipendenti che subiranno i tagli più pesanti sono circa una quarantina e si tratta di assistenti parlamentari, coadiutori parlamentari, tecnici, stenografi e segretari.

“È stata portata a termine la manovra di riduzione della spesa in materia retributiva che aveva avuto il suo avvio nel luglio scorso con l’applicazione del tetto di 240 mila euro annui lordi ai consiglieri parlamentari – ha concluso Ruggirello – in analogia con quanto previsto dal decreto Renzi in materia di retribuzioni apicali dei dipendenti pubblici e successivamente stabilito soltanto qualche giorno fa dai consigli di presidenza di Senato e Camera”.

Foto Flickr Galluzzi cc license

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