I teatri siciliani sprofondano: Palermo e Catania esclusi da quelli nazionali

I teatri siciliani sprofondano: Palermo e Catania esclusi da quelli nazionali

CATANIA – Sconfitta per il teatro siciliano: lo Stabile di Catania e il Biondo di Palermo sono stati esclusi dalla lista del Ministero dei Beni Culturali e sono stati relegati a teatri di rilevante interesse culturare (Tric).

In soldoni si tratta – per usare una metafora calcistica – di una retrocessione in serie B e ciò comporterà una forte contrazione del Fus (il fondo unico per lo spettacolo) proveniente dal Ministero e linfa vitale per i teatri.

La commissione consultiva ha vagliato le domande pervenute e, in base a precisi criteri come il numero dei posti, le tournée, le giornate lavorative,ha scelto 7 teatri nazionali e altri 3 Tric (oltre Palermo e Catania c’è lo Stabile di Genova).

Quindi penalizzato il palcoscenico etneo di Turi Ferro dove sono andate in scena le opere di Pirandello, Martoglio  così come quello palermitano.

La scelta è stata fortemente criticata del primo cittadino etneo Enzo Bianco che ha chiesto al Ministero di  “tornare indietro e di correggere questa inaccettabile decisione”.

“La cultura italiana non si ferma a Napoli, e Stabili come quelli di Catania e Genova – ha detto Bianco – dalla straordinaria tradizione e che hanno fatto la storia del nostro teatro. E lo stesso vale per il Biondo di Palermo”.

“Si tratta – ha concluso il primo cittadino – di un clamoroso errore e chiederemo al Ministero di tornare indietro e di correggere questa inaccettabile decisione”.

Intanto proprio Enzo Bianco è andato a Napoli per “corteggiare” la sovrintendente del teatro San Carlo Rosanna Purchia. Il primo cittadino vorrebbe nominarla nuovo sovrintendente del Massimo Bellini.

La Purchia ha guidato il teatro napoletano nell’ultimo lustro e ha avviato un dialogo con il sindaco etneo che, secondo alcuni rumors, vorrebbe nominarla sovrintendente unendo il Massimo Bellini con lo Stabile per farne un unico ente.

Commenti