È già polemica per il nuovo addetto stampa richiesto all’Amt

È già polemica per il nuovo addetto stampa richiesto all’Amt

CATANIA – È finita con un’interpellanza presentata al sindaco Enzo Bianco e al presidente del consiglio comunale il bando di sezione pubblico per la mansione di “addetto stampa” alla Amt (Azienda Metropolitana Trasporti) di Catania, presentato lo scorso 13 gennaio.

L’ha presentata il consigliere Niccolò Norbartartolo il quale, in sostanza, si chiede quali siano i criteri seguiti per la procedura di “selezione” e come vengano utilizzate e gestite le risorse pubbliche.

Nelle lunga premessa Notarbartolo fa riferimento alla nota del 18 dicembre scorso con la quale l’amministrazione comunale esprime la precisa volontà di reclutare un altro addetto stampa nonostante l’AMT abbia già tra i suoi dipendenti un giornalista, regolarmente iscritto l’albo, che svolge questa funzione.

Il corrispettivo complessivo lordo annuo previsto per il giornalista che dovrà essere incaricato ammonta a 42 mila euro annui, per 20 ore di attività settimanali e senza alcun vincolo di esclusività professionale.

Notarbartolo fa notare che tra i requisiti specifici richiesti per la  selezione ci sarebbe “l’aver svolto incarico di addetto stampa presso Enti Pubblici per almeno cinque anni e l’aver prestato presso testate giornalistiche mansioni di Capo redattore o superiori” che limitano in maniera spropositata la partecipazione di giornalisti, soprattutto giovani.

Requisiti considerati limitativi e inutili per il compito da svolgere al punto che, si legge testualmente “Da più parti e anche pubblicamente in Consiglio Comunale si è avanzato il sospetto che la procedura sia stata avviata con una preventiva individuazione del giornalista da incaricare come Addetto Stampa per l’Amt”.

Per il consigliere la spesa prevista per il giornalista da incaricare (3.500 euro lordi mensili) appare eccessiva e “contraria ad ogni logica di utilizzo razionale delle risorse pubbliche soprattutto mentre ai lavoratori delle aziende partecipate comunali vengono richiesti rinunce e sacrifici economici.”

Insomma qualora si completasse l’iter, sempre secondo Notarbartolo, “sarebbe doveroso sottoporre gli atti ai competenti organi della magistratura per le evidenti implicazioni di natura contabile e/o penali che ne scaturirebbero, anche perché nell’Amt esiste già una figura professionale di questo tipo che, come ha pubblicamente affermato il presidente della stessa azienda, verrebbe addirittura destinata ad altri incarichi”.

Fatte queste debite premesse Notarbartolo chiede all’amministrazione comunale quali siano le motivazioni per la richiesta di un altro addetto stampa e se sia assolutamente indispensabile che l’Amt abbia un’altra figura professionale che graverebbe sul bilancio di ulteriori 42 mila euro che, invece, potrebbero essere spesi per migliorare l’efficienza del trasporto pubblico. Se sia stata valutata l’effettiva opportunità del nuovo incarico vista l’evidente contraddizione con l’azione di spending review che dovrebbe caratterizzare la gestione delle partecipate comunali e se l’amministrazione comunale intenda o no dare disposizioni all’Amt per revocare immediatamente la procedura di selezione di un giornalista con caratteristiche dispendiose rispetto allo svolgimento delle attività richieste, al fine di non incorrere sia nel giudizio delle magistrature competenti che in quello dell’opinione pubblica che non comprende la natura di queste scelte.

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