Emergenza Rianimazione: mancano i posti, pazienti siciliani rischiano l'”emigrazione” forzata in Calabria e Campania

Emergenza Rianimazione: mancano i posti, pazienti siciliani rischiano l'”emigrazione” forzata in Calabria e Campania

PALERMO – È emergenza nei reparti di Rianimazione degli ospedali siciliani: i posti liberi sono una chimera, anche nelle Terapie intensive.

Una situazione tristemente non nuova per gli ospedali dell’isola che negli ultimi anni, soprattutto durante la stagione invernale, devono fare i conti con il fisiologico aumento delle patologie cardio-respiratorie per gli anziani e i soggetti a rischio a causa di malattie croniche.

In Sicilia attualmente esistono solo 282 posti letto, a fronte dei 500 previsti dagli standard ministeriali. Le stime più ottimiste parlano di un possibile aumento di circa 40 posti entro il 2018.

Lo scenario attuale, però, è critico, soprattutto nella Sicilia orientale. Data la drammatica carenza di posti il rischio per i pazienti siciliani è di essere trasferiti d’urgenza con ambulanze o eliambulanze nei centri di Rianimazione della Calabria e Campania

Eppure a Lentini e Avola sono stati spesi milioni di euro per dar vita a due reparti di Rianimazione all’avanguardia per tecnologia e infrastrutture Reparti che ancora oggi sono chiusi, ma che potrebbero accogliere complessivamente 12 posti letto, e che dovrebbero essere assistiti da 8 medici per struttura (in totale 16) e 16 infermieri per ospedale (32 in totale). 

Ma non mancano solo i posti letto. Le carenze riguardano anche il personale sanitario. In Sicilia, infatti, al momento operano 1100 anestesisti- rianimatori. L’unica soluzione possibile e auspicabile su questo fronte è lo sblocco dei concorsi. Ma ancora tutto tace. E l’emergenza incalza.

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