Elezioni, destra e sinistra hanno perso… l’orientamento

Elezioni, destra e sinistra hanno perso… l’orientamento

PALERMO – E adesso cosa fa il Centrodestra? E tanto per non cambiare, la stessa domanda vale anche per il Centrosinistra; le lotte interne fra i mini movimenti politici e i partiti di entrambi gli schieramenti non trovano soluzione per possibili aggregazioni finalizzate a candidature univoche per le prossime Regionali d’autunno. Anche se non è una novità, considerato che la compagine di destra, già un mese addietro con l’accordo siglato a Sala d’Ercole per le primarie da svolgere il prossimo 23 aprile, aveva già dato segni di disaccordo da parte di Forza Italia e Cantiere popolare, siamo arrivati ieri al diniego ufficiale delle primarie, dopo che Nello Musumeci con il suo movimento “Diventerà Bellissima”, Gaetano Armao con il Movimento nazionale siciliano e Angelo Attaguile con la Lega Noi con Salvini, avevano già raccolto le firme, per aprire i gazebo, il giorno dedicato a San Giorgio. Insomma tutto è finito a “panza all’aria”, con tutte le scuse dichiarate in merito alla suddetta rottura da parte di Gianfranco Miccichè di FI e di Saverio Romano di CP che si dichiarano non convinti di presentare candidati alle primarie perché intendono costruire nei prossimi mesi una più ampia coalizione alternativa a Crocetta.

Come se il candidato alla presidenza della Regione fosse solo Crocetta! Tanto è vero che il paventato pericolo del successo dei Cinque stelle, Roberto La Galla, ex rettore dell’Università di Palermo, lo aveva preso in considerazione proponendo all’intero panorama politico siciliano una sua scesa in campo alla carica di presidente della Regione con il progetto Idea Sicilia e con l’appoggio di una grande coalizione. Ma sia il Pd, con Raciti, sia Musumeci e sia Nicola D’Agostino di Sicilia Futura, si sono mostrati freddi e contrari.

E a sinistra? All’Ars già si parla, fra i partiti e movimenti che sostengono la maggioranza di togliere l’appoggio all’attuale governo entro il prossimo 30 aprile e andare a nuove elezioni prima del previsto. Intanto si continua con l’esercizio provvisorio e, di bilancio, nemmeno a parlarne; la Sicilia è ferma dal 2012, per non dire molto tempo prima ancora, priva di alcuna progettualità, di programmazione e sviluppo economico, abbiamo assistito alla nefandezza assoluta nei confronti di una Regione ridotta all’osso in tutti i settori. Siamo arrivati al punto di pensare: ma se la Sicilia fosse una colonia tedesca non sarebbe meglio?

Giuseppe Firrincieli

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